Pensieri d’estate

Pensieri d’estate
Verso le Maddalene (Foto di Sergio Zanotti)

Non le bastava essere ‘anomala’ per siccità e calura, l’estate 2022 sarà ricordata anche come ‘elettorale’. Pure questo un record (come la calura…) perché in settant’anni di repubblica non c’erano mai state elezioni politiche nella stagione calda, con i comizi in spiaggia sotto l’ombrellone o nei rifugi alpini.

Proveremo dunque anche questo in un tempo, che dura ormai da quasi tre anni, in cui non sono mancati problemi (ben oltre la normalità …) per pandemia, strette energetiche, bollette schizzate alle stelle, guerra nel cuore d’Europa e il ritorno dell’inflazione, parola che con l’avvento dell’Euro sembrava definitivamente sparita dal vocabolario della nostra quotidianità.

L’incognita del voto, oltre alla suspense per l’astensionismo che con la bella stagione rischia di essere dilatato, riflette i nuovi numeri dei seggi a disposizione che dopo il referendum popolare del settembre 2020 si è ridotto di un terzo con conseguente allargamento dei collegi. Ne consegue che i temi per ‘far presa’ sull’elettorato saranno più slegati dal territorio rispetto al passato quando i collegi elettorali erano più definiti anche nella loro identità territoriale.

L’attesa maggiore adesso è per le candidature che arriveranno poco dopo Ferragosto, con la speranza che in Trentino stavolta vedremo correre trentini e non candidature più o meno blindate calate dal centro romano.

La campagna elettorale va in ogni caso a sommarsi ad un bel po’ di preoccupazioni ed interrogativi già presenti tra la gente alle prese con il caro bollette e l’aumento del costo della vita che sta vanificando la ripresa dopo la pandemia.

La guerra in Ucraina continua a rimanere sullo sfondo con notizie dal fronte sparite dalle prime pagine e si stanno affievolendo i reportage di stampa e Tv ma non si allentano gli effetti che il conflitto seguito all’invasione russa sta avendo nelle tasche di noi cittadini. Anche in beni e materie che non hanno nulla a che fare con petrolio o gas russo o algerino, trattandosi di risorse locali.

Un esempio sotto gli occhi di tutti è quello della legna da ardere che dovrebbe arrivare dai boschi di cui è ricca la nostra regione ma anch’essa ha visto il prezzo quasi raddoppiato in pochi mesi.

C’è poi un’altra questione: l’Europa e le politiche nazionali spingono molto verso fonti energetiche alternative ai fossili (petrolio ecc…) ma chi fa una scelta di sensibilità pro ambiente, ad esempio dotandosi di caldaia a biomassa e/o pellet al posto del metano o del gasolio, perché deve subire l’esplosione di quei costi?

Domande da porre alla politica ma che difficilmente avranno risposta e non certo perché il Governo è in ordinaria amministrazione con le Camere sciolte ma che sono in ogni caso operative fino all’insediamento degli eletti del prossimo 25 settembre.

Viviamo dunque un’estate ‘politicamente calda’ e destinata a rappresentare un anticipo della lunga corsa verso l’autunno 2023 quando i Trentini saranno chiamati al rinnovo del Governo della Provincia autonoma: scadenza ancora più sentita in una terra di autonomia.

Guardando in casa nostra, “il Melo” ha felicemente tagliato il traguardo dell’ottavo anno senza mai perdere un numero nemmeno nel picco della pandemia e dei lockdown. Continua così quel filo diretto con le valli di Non, Sole e Rotaliana, che nel corso del tempo si è ulteriormente arricchito di contenuti con rubriche approfondimenti e proposte di cui i lettori, che ringrazio, ci danno atto.

Con l’augurio di un buon Ferragosto!!!

Giacomo Eccher