PET PARENTING

PET PARENTING

La relazione tra uomo e cane ha una storia particolarmente lunga.

Il cane è stato il primo animale ad essere addomesticato, questo evento risale a ben 20.000 – 40.000 anni fa in diverse regioni d’Europa e dell’Asia. Da allora la presenza del cane si è estesa in quasi tutte le culture umane del mondo, con ruoli che variano a seconda del tempo e del luogo.

Se inizialmente il cane aveva una funzione fondamentale nella caccia, poi ha contribuito nella guardia, difesa, pastorizia, fino ad arrivare più recentemente a specializzazioni nel salvataggio delle persone (tra le macerie ed in acqua per esempio), guide per non vedenti, pet therapy e altro.

Nella cultura occidentale, durante l’epoca vittoriana avvenne un cambiamento significativo nel ruolo dei cani nella società, il quale è in continuo sviluppo ancora oggi; questo cambiamento ha portato a relazioni meno utilitaristiche e ad un maggiore affetto verso il cane e in generale nei confronti di tutti gli animali.

Nasce quindi una tutela nei confronti degli animali che ha recentemente raggiunto livelli senza precedenti.

L’American Veterinary Medical Association (2022) ha stimato un aumento del 6% della tutela dei cani tra il 2016 e il 2020. In Italia il 37,7% delle famiglie dichiarano di avere un cane. Le spese per gli animali da compagnia sono aumentate di pari passo con la crescita del tasso di tutela. A fronte di questo significativo aumento sia del numero di cani da compagnia che dell’investimento finanziario nella loro cura, la ricerca ha documentato la tendenza a considerare gli animali da compagnia come membri della famiglia. Questo fenomeno emergente, che sta diventando sempre più comune, è noto come pet parenting.

Il pet parenting è caratterizzato dall’investimento di denaro, emozioni e tempo negli animali da compagnia (principalmente cani e gatti) ed è considerato una forma di alloparenting (ovvero, cure fornite da qualcuno diverso dai genitori biologici della prole).

Il modello della genitorialità orientata al bambino è stato adottato in molte ricerche scientifiche per studiare la genitorialità nei confronti di animali domestici e da questo sono emerse molte somiglianze. Ad esempio, la cura dimostrata nelle pratiche di genitorialità nei confronti di animali domestici rispecchia quella fornita alla prole umana. Si pensi addirittura che i cani innescano nel ‘genitore umano’ il ciclo dell’ossitocina, un meccanismo intrinseco associato alla relazione genitore-figlio che svolge un ruolo importante nell’attaccamento (Nagasawa et al. Oxytocin-gaze positive loop and the coevolution of human-dog bonds. Science. 2015).

Allo stesso modo in cui gli stili genitoriali orientati al bambino influenzano lo sviluppo socio-emotivo e comportamentale del bambino (ad esempio, influenzando la stabilità emotiva, l’autostima del bambino ecc.), gli stili genitoriali rivolti agli animali domestici influenzano le capacità cognitive, il comportamento e il benessere del cane. Il fenomeno emergente di questo tipo di genitorialità è più comune nelle culture con tassi di urbanizzazione più elevati e tassi di fertilità totali in calo (natalità media per donna) (Laurent-Simpson. Just like Family: How the Companion Animal Joined the Household. New York University Press. 2021). Parliamo in questo senso delle culture caratterizzate dalla cosiddetta seconda transizione demografica (Lesthaeghe R. The second demographic transition: a concise overview of its development. Proc Natl Acad Sci U S A. 2014). Quest’ultima ha portato ad un orientamento di vita caratterizzato dal rinvio della genitorialità, da livelli di fertilità inferiori e dall’aumento della genitorialità non coniugale (Lesthaeghe R. The second demographic transition: a concise overview of its development. Proc Natl Acad Sci U S A. 2014, 2014). L’allontanamento dalle aspettative di genitorialità intergenerazionale crea, in alcuni individui, il desiderio di approcciarsi all’accudimento in modo diverso; Ad esempio, scegliere di portare animali da compagnia nelle proprie case per implementare strategie di accudimento, per amare e sentirsi amati senza le difficoltà legate all’avere un figlio (Owens e Grauerholz, Intersoecies Parenting: how pet parents construct their roles. 2018 Humanity & Society, Volsche S. Pet Parenting in the United States: Investigating an Evolutionary Puzzle. Evol Psychol. 2021).

Secondo gli studi citati, questo potrebbe spiegare perché i ‘genitori dei pet’ (rispetto ai genitori dei bambini) sono più propensi a esprimere un maggiore attaccamento e una maggiore reattività affettiva nei confronti dei propri animali, nonché a investire di più nella loro cura generale. (Volsche, S. (2018). Negotiated Bonds: The Practice of Childfree Pet Parenting. Anthrozoös, 31(3), (367–377).

Considerando che la ricerca sulla genitorialità rivolta ai cani è importante per migliorare e comprendere il benessere dei cani e che sta diventando sempre più comune in alcune società, sono necessari ulteriori studi scientifici per acquisire una comprensione più approfondita di questo fenomeno.

Questo articolo riporta fatti e conclusioni di report scientifici scevra da miei commenti ed opinioni perché ognuno di voi possa dare una propria interpretazione.

Mi preme però sottolineare che gli esseri umani nel loro sviluppo evolutivo hanno creato la capacità di prendersi cura degli altri, indipendentemente dalla specie, come se si sentissero un senso di responsabilità nei confronti del mondo animale.

“L’amore delle persone nei confronti degli animali non ha confini e la sua continua crescita è testimone di compassione, solidarietà ed empatia in aumento negli anni”.

Dott.ssa Melania Dallago