Dove finiscono le strade e iniziano i santi: viaggio tra i capitelli di Mezzocorona
Non tutte le domande trovano una risposta semplice e definitiva, ciò vale anche per una curiosità che riguarda il paese di Mezzocorona, 5.500 abitanti situato in Piana Rotaliana, dove si contano la bellezza di 23 capitelli votivi “principali” e altrettanti minori.
Una casualità? Un retaggio del passato? Oppure c’è una ragione più profonda?
Difficile dirlo con assoluta certezza. Però, un’indagine interessante è offerta dalla pubblicazione “Andar per Capitelli”, realizzata nel 2007 dall’Istituto Comprensivo di Mezzocorona, che aiuta a ricostruirne i significati religioso, storico, sociale e simbolico. Una base da cui partire, perché come spesso accade in queste situazioni, per le testimonianze popolari, le fonti scritte sono limitate e la memoria orale vacilla tra “non ricordo”, “forse” e “mi pare”.
Il termine “capitello” deriva dal latino caput, ovvero “capo” o “testa”. In senso topografico, indicava un punto d’incontro o la fine di una strada. Non a caso, in epoca romana, queste strutture sorgevano spesso in corrispondenza di crocicchi, cioè bivi, trivii, quadrivii. A Mezzocorona, il toponimo “Al Capitel” compare già nella seconda metà del Cinquecento.
Il più antico capitello della zona risalirebbe al Seicento, il cosiddetto “Capitello dei Nainer”, una piccola edicola campestre che delimitava i confini della “Regola del Camorz”, appartenuta a una nobile famiglia oggi scomparsa. Conosciuto anche come “Capitello de le Frate”, venne poi associato a una zona agricola coltivata a partire dall’Ottocento.
In generale queste strutture svolgevano la funzione di punti d’orientamento e segnalazione di confini territoriali. Semplici nei materiali, spesso realizzati con risorse locali, i capitelli possono anche assumere la forma di edicole sacre, ovvero piccole nicchie affrescate coperte da un tettuccio, molto diffuse nelle aree rurali.
In alcuni casi, i capitelli sembrano rispondere anche ad una geografia simbolica più antica, ereditata dall’epoca pagana, dove sacro e natura erano profondamente connessi. La loro edificazione rispondeva spesso al bisogno di protezione da eventi naturali o calamità, un gesto collettivo di fede e speranza rivolto a un santo specifico.
Sebbene siano costruzioni religiose, l’elemento artistico non è mai centrale, pur rimanendo significativo. Si sa che l’immagine è il tramite visivo tra fedele e santo, conservando un ruolo fondamentale nella trasmissione della devozione. In fondo, i capitelli possono essere letti come “frame” di vita rurale, istantanee di epoche passate fissate nel paesaggio quotidiano.
Molti capitelli di Mezzocorona sono dedicati al culto della Madonna: “li troviamo in località Castel, via Marconi, Maso Nuovo, ma anche con titoli specifici come la Madonna del Molin, la Madonna de la Pesa in Piazza San Gottardo, la Madonna del Mas Rusca e quella in rione Santa Maria. Anche il Capitèl dei Firmian rientra in questo culto”.
Tra i santi più rappresentati compaiono “Sant’Antonio Abate, San Rocco, San Sebastiano, San Bernardo di Mentone, Santa Barbara, San Floriano, San Marco e San Giovanni Nepomuceno”. Ma è San Gottardo il più venerato a Mezzocorona.
Il culto, molto antico, precede addirittura la costruzione del castello medievale. Già dal Quattrocento, la cappella a lui dedicata era meta di pellegrinaggi, probabilmente legati alla leggenda dell’uccisione del Basilisco. Sebbene la cappella non sia stata ricostruita, è stato realizzato un capitello sotto l’attuale casa di riposo, affrescato nel 1989 dal pittore Mariano Fracalossi.
Interessante è anche la chiesetta dedicata a San Giovanni Nepomuceno, eretta in via Cesare Battisti per volere dei conti Firmian come cappella votiva, indicativamente sul finire del diciassettesimo secolo.
Merita una menzione anche la Croce di Mezzocorona, eretta in occasione del Giubileo del 1900 nella storica Piazza della Pesa, oggi Piazza San Gottardo. Con la riqualificazione della zona, è stata spostata in via Castello. In occasione del Giubileo del 2000, una targa commemorativa con tanto di logo è stata collocata alla base, a unire idealmente i due eventi secolari.
Dunque, i capitelli di Mezzocorona oltre ad essere elementi religiosi sono testimoni silenziosi di secoli di fede, tradizione, vita quotidiana. Più o meno grandi, spesso dimenticati, ma profondamente radicati nella memoria collettiva del paese.

Capitello dedicato a San Gottardo

Capitello de le Frate, risulta essere uno dei più antichi presenti in paese

Croce di Mezzocorona, eretta in occasione del Giubileo del 1900

Chiesetta fatta erigere dai conti Firmian dedicata a S. Giovanni Nepomuceno

