I droni in agricoltura
Il tema dell’intelligenza artificiale (IA) e più in generale la rivoluzione tecnologica in atto riguarda tutti noi. Se pensiamo che negli USA nel 2025 saranno investiti 400 miliardi di dollari in IA e si stima che nel 2030 si arriverà a 3 mila miliardi di dollari, il tema IA riveste particolare interesse per l’economia globale e potrà determinare nuovi equilibri in futuro. In questa sfida sono coinvolte le aziende grandi e le piccole, i governi e i mercati finanziati che stanno mettendo a fuoco tutte le informazioni possibili per capire quale sarà l’effettivo beneficio per il sistema economico mondiale. C’è chi ipotizza cambiamenti radicali nel modo di produrre e consumare e chi invece è ancora molto scettico. Spesso si parla di intelligenza artificiale come se riguardasse il futuro, in realtà anche sul nostro territorio stanno iniziando le prime applicazioni concrete attraverso l’uso dei droni. A questo riguardo è interessante conoscere l’esperienza e l’evoluzione in ambito agricolo che sta portando avanti Adriano Vender di Cles.
Sig. Vender da quanto tempo si occupa di macchinari per l’agricoltura?
Sono l’erede naturale della Motoragricola, azienda Clesiana acquistata da mio padre nel 1956, nata per meccanizzare l’agricoltura di montagna che si è sempre distinta nel tempo per avere un marcato spirito d’innovazione. Alcuni esempi sono: le falciatrici, i caricafieni da frutteto, le rotopresse, i sollevatori telescopici, macchinari agricoli introdotti da noi negli anni per agevolare il lavoro agricolo in tutta la nostra regione.
Quando c’è stata la svolta?
Ho iniziato ad occuparmi di droni agricoli e della robotica applicata all’agricoltura tre anni fa, incontrando la Scaligera Drone di Verona, una squadra molto professionale di piloti di droni e imprenditori agricoli che gestiscono le operazioni di semina, concimazione, irrorazione, distribuzione di liquidi e insetti utili, in tutta Italia.
Quali sono i vantaggi nell’utilizzo dei droni sul nostro territorio?
Ho avuto modo di seguirle il team di Scaligera Drone, durante la loro attività ed in base alla mia esperienza pluriennale nel settore agricolo di montagna, ho maturato la convinzione che questi mezzi se saranno utilizzati nei nostri frutteti e vigneti potranno portare diversi vantaggi:
u SICUREZZA dell’operatore agricolo che non dovrà più esporsi al pericolo guidando trattore e atomizzatore su pendii pericolosi;
uTUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA in quanto è dimostrato da studi effettuati da diverse Università nazionali che il drone non produce deriva quando viene applicato nell’attività di irrorazione;
u OTTIMIZZAZIONE della distribuzione dei liquidi e dei prodotti distribuiti perché vengono utilizzati in quantità minore e molto più mirata;
u RAZIONALIZZAZIONE delle operazioni in maniera personalizzata e mirata per raggiungere l’obbiettivo di un’agricoltura di precisione.
Cosa sta facendo per introdurre questo sistema operativo in agricoltura?
Dopo le prime prove nei nostri frutteti e le prime consegne effettuate mi sono reso conto che l’intuizione era corretta e pertanto era necessario far conoscere questo nuovo sistema ed insegnare ad utilizzarlo al meglio. Va detto che il mezzo è importante, ma è ancora più importante usarlo con competenza, acquisendo la padronanza della APP scaricabile sul proprio telefonino in lingua italiana. L’applicazione collegata con il drone fornisce tantissime informazioni e dà la possibilità di adattare e personalizzare le varie funzioni per rispondere a molteplici esigenze in qualsiasi momento, nelle condizioni più disparate e anche mentre il drone sta volando.
A livello normativo ci sono dei vincoli?
È già stato approvato al senato un disegno di legge che ora è all’esame della camera che ci permetterà di usare i droni agricoli per un periodo di prova di tre anni, rispettando alcune condizioni che ancora non sono state rese note. Nei tre anni indicati il legislatore dovrà modo di analizzare l’evoluzione di questi sistemi per poi regolamentarne l’uso (si tratta dell’articolo 6 del DDL S 1184 approvato il 08.10.25 che è stato inviato alla commissione camerale competente il con il numero C. 2655 il 29.10.25).
Lei come si sta muovendo?
Nei giorni scorsi ho partecipato con grandi soddisfazioni alla fiera Agrialp di Bolzano e mi sono reso conto che gli agricoltori e i frutticoltori desiderano approfondire il tema. In particolare, i nonesi e i solandri si sono sempre distinti negli anni per la loro capacità di innovare ai massimi livelli ed al tempo stesso chiedono alta professionalità. Per questo motivo mi sono organizzato per fornire i servizi collegati ai droni come, ad esempio, il raggiungimento dei permessi di guida del drone. Inoltre, chi acquisterà un drone agricolo ha incluso un pacchetto di formazione che consiste in giornate svolte sui propri terreni affiancati da piloti con grande esperienza, allo scopo di realizzare i piani di volo personalizzati. Dal lato dell’assistenza ai droni ho formato dei tecnici preparati in grado di intervenire per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei mezzi e sto predisponendo anche un veicolo sostitutivo, se sarà necessario.
Quindi il futuro sarà esclusivo per idroni?
No, il drone ha un limite perché non può volare in ambienti chiusi, ma la XAG, azienda cinese che produce solo droni agricoli, ci ha sorpresi costruendo un mezzo che ha le stesse caratteristiche operative, ma con le ruote. Si chiama ROVER e può avere 4 o 6 ruote motrici mosse da motori elettrici ed un sistema di distribuzione dei liquidi efficace e regolabile come quella aerea. Questo macchinario lo stiamo testando in alcune serre.
Ma lei è una fonte inesauribile di novità?
La mia ricerca incessante di mezzi innovativi che possano semplificare e razionalizzare l’intervento umano sulla manutenzione del verde sia nei frutteti/vigneti, sia nei grandi parchi comunali o privati, sia nella fienagione, mi ha portato a scoprire la RAYMO, un’azienda Cecoslovacca che costruisce un mezzo particolare, dotato di una Power Bank elettrica che movimenta, con una meccanica ridotta al minimo, un mezzo leggero con un baricentro molto basso che può essere dotato di piatti rotanti o barre falcianti anch’esse elettriche, ma con una potenza mostruosa riconducibili solo ai mezzi elettrici, sembra un sogno: poca meccanica semplice ed affidabile, niente motori endotermici, nessuna idraulica utilizzata. Questa macchina può essere usata con un radiocomando oppure come un robot da giardino, ma è altamente professionale ed affidabile in ogni condizione.
Ringraziando Adriano Vender per la disponibilità e competenza, mi complimento con lui per la passione che mette nel suo lavoro.

