Riscoprire l’arte del donare Psicologia umanistica sotto l’albero di Natale

Riscoprire l’arte del donare Psicologia umanistica sotto l’albero di Natale

“In un’intima stanzetta che profuma di serenità una donna sta narrando ai nipotini non si sa quali segreti. Non riusciamo a sentire. Da molto tempo i bimbi ascoltano a bocca aperta le sagge parole. La luce calda, emanata dal caminetto, illumina la signora che sta donando l’essenza della vita e i giovani che l’accolgono come fosse la ricchezza più preziosa. I bimbi si alzano, prendono il loro piccolo, grande fagottino ricevuto in dono, e s’incamminano sulla strada della vita.” *

Un’immagine che mi piace particolarmente e ricalca l’origine antropologica del “dono”. Il dono ha una forza magica, il mana, termine di origine melanesiana tradotto come “potere spirituale”. Una peculiarità del dono individuata da Marcel Mauss, antropologo e sociologo francese, è la forza vitale che gli conferisce il potere di stabilire legami profondi con l’altro.

Che differenza c’è tra regalo e dono?

La società consumistica abitua a ragionare in termini di regalo, il quale spesso è frutto della moda del momento. Può essere scambiato senza un vero riferimento alla personalità del destinatario. Spesso produce una reazione forzata e impoverisce le relazioni. Dietro il gareggiare nel regalare oggetti di valore, si genera un significato materiale e simbolico, che stabilisce vincoli e rapporti di superiorità e inferiorità.

Il Dono invece è un atto di generosità, amore e gratitudine che va oltre lo scambio commerciale. Esprime l’intenzione di far piacere all’altro e di costruire una connessione, con l’unica aspettativa di rafforzare il legame.

Lo psicologo Theodor W. Adorno sostiene che “gli uomini disapprendono l’arte del dono”. La vera felicità del donare -asserisce l’autore di Francoforte- risiede nell’immaginare la soddisfazione del destinatario, il che implica uno sforzo di uscire da sé e pensare all’altro, mettersi nei suoi panni e riconoscerlo come individuo unico.

Pochi riescono a spezzare la logica dominante del regalo e a scegliere consapevolmente di inviare precisi messaggi di relazione attraverso gli oggetti: “Sei importante per me”, “Ti voglio bene”, “Ti amo”.

Che significa allora davvero donare?

Donare è un’espressione fondamentale della natura umana, legata al bisogno di relazione, riconoscimento e autenticità. Va oltre l’atto materiale per diventare un modo per costruire legami significativi, esprimere amore e gratitudine, promuovere il benessere individuale e collettivo. È una forma di trascendenza che arricchisce chi dona e chi riceve, rafforzando il senso di comunità e di appartenenza.

I doni umanistici

C’è un modo di interpretare il Natale e i suoi doni attraverso un approccio più profondo. Si tratta di scegliere doni che riflettano i valori delle relazioni, della crescita personale e della comprensione reciproca. Un regalo “umanistico” può essere qualcosa che celebra il legame tra le persone e non solo l’atto di possedere qualcosa. Implica la volontà di esporsi e rivelare i propri sentimenti, assumendosi il rischio di non essere compresi o apprezzati. Il desiderio di arricchire la vita dell’altro, dare un contributo personale che rafforza il legame.

Cinque doni sotto l’albero

• Dono significativo: Un oggetto che si è amato e si pensa possa piacere all’altro. Creare qualcosa con le proprie mani dimostra che si è pensato alla persona e ai suoi gusti.

• Un’esperienza: Un invito a un evento, un’iniziativa, un viaggio: un modo per creare ricordi e condividere il tempo.

• Un oggetto che richiama il ricordo di un momento significativo trascorso insieme: una fotografia, una poesia, una canzone, un disegno, un fiore.

• Un “dono” simbolico è come l’orologio che segna solo i secondi per apprezzare il tempo presente o gli occhiali con lenti colorate che permettono di vedere le cose da una nuova prospettiva.

• Un programma di crescita personale e scoperta delle proprie potenzialità.

Potremo fare doni che non siano solo materiali…

Uno dei doni più preziosi sta nel creare relazioni, nel prendersi cura della casa del cuore, affinché essa sia il luogo in cui si costruiscano relazioni benefiche.

• Relazioni che siano un porto sicuro nel quale vivere, sentirsi protetti e a proprio agio;

• Una zona franca da conflitti dove vi sia un sostegno emotivo stabile;

• Un luogo di ascolto e di scambio profondo che crea un legame più forte e aumenta la fiducia;

• Un rifugio e al contempo un catalizzatore per l’evoluzione personale.

Quali sono i doni che metteremo sotto l’albero e che saranno dotati di un forte potere magico nello stabilire la relazione con l’altro?

In che modo possiamo fare doni che non siano solo un’attività commerciale, bensì un atto di profonda connessione emotiva che nutre le relazioni e afferma il valore reciproco tra noi e gli altri?

Il dono è un atto di amore che arricchisce chi dona e chi riceve, trasformando la vita in un gesto di gratuità che non si limita al valore materiale.

*Moira Barbacovi, tesi di laurea: “Firenze e i suoi musei. Le immagini nei racconti di testimoni privilegiati e turisti.” Università degli studi di Padova, 2001.

Redazione