Blu Monday e la cura del benessere mentale Come trasformare il mese più triste dell’anno in opportunità di sviluppo personale?

Blu Monday e la cura del benessere mentale Come trasformare il mese più triste dell’anno in opportunità di sviluppo personale?

dottoressa Moira Barbacovi

Gennaio è il mese che apre il nuovo anno. Le luci sfavillanti del Natale si spengono e possono mostrare il lato freddo dell’esistenza, il ritorno alle situazioni di sempre. Gennaio è anche l’uscita dalle festività, un susseguirsi di giorni animati da quelle luci che talvolta, proprio perché così luminose e chiassose, ricordano chi non c’è più. Una sera di dicembre, dopo il lavoro, mi sono attardata presso i bracieri accesi al centro dei mercatini del mio paese: attorno i banchetti rallegrati dalle luminarie colmi di opere d’artigianato, e la giostra con i cavalli. La musica allietava l’atmosfera. Un compaesano mi raccontava di quanto siano difficili per lui le Feste. Il ricordo di un suo caro scomparso emerge con più forza e acutizza il malessere. Lo capisco. Penso a tutti coloro che hanno nel cuore chi non c’è più o è andato via. Comprendo cosa prova e apprezzo il coraggio e l’autenticità nell’esprimerlo. A volte correre il rischio di sembrare fragili denota forza interiore e consente la condivisione umana.

Gennaio e nello specifico il terzo lunedì sono noti come il periodo più triste dell’anno. Lo rendono tale una combinazione di fattori come il clima freddo, le giornate ancora brevi, le risorse economiche smagrite del post-festività. è chiamato “Blue Monday”, termine ideato nel 2005 dallo psicologo Cliff Arnall. Per alcuni è una trovata pubblicitaria, in realtà è confermato dalla scienza. Il Blue Monday genera un vissuto difficile: riduce la capacità di affrontare le sfide, di costruire relazioni positive e trovare equilibrio emotivo. Ansia e malinconia possono rendere pesanti le giornate. Tuttavia, se visto da un’altra prospettiva, può aiutarci a riflettere su un aspetto spesso trascurato o dato per scontato: la nostra salute mentale. Può indurre a chiederci: Quali sono le condizioni profonde legate al nostro benessere psico-fisico?

Come possiamo trasformare il senso di tristezza in una Bussola Umanistica orientata verso un maggior Benessere?

Se cambiamo prospettiva, il malessere può essere visto non come un ostacolo da eliminare, ma come un segnale da ascoltare. Come accade quando, guidando, si accende una spia sul cruscotto: ci avverte che, se continuiamo senza fermarci, potremmo trovarci in difficoltà. Ci invita a prenderci cura del viaggio, magari fermandoci a rifornirci. Nella vita le spie sono interiori. Si accendono sotto forma di pensieri insistenti, sensazioni sottili o stati d’animo che non ci fanno stare bene: insoddisfazione, senso di vuoto, frustrazione. Sono esperienze che disturbano l’equilibrio, ma proprio per questo sono preziose: ci segnalano che il modo in cui stiamo vivendo, o il significato che attribuiamo all’esperienza, non ci nutre più.

Come ci ricorda Viktor Frankl, neurologo e psichiatra austriaco, la ricerca di significato è la motivazione primaria dell’essere umano. Quando il significato che ci ha orientato fino a quel momento si esaurisce, l’inquietudine sprona a cercarne uno nuovo. Se ascoltata, diventa una guida: ci invita a rivedere valori, obiettivi e direzione, e ad allinearli con ciò che ci fa sentire davvero vivi.

In questa luce, il malessere non è un fallimento personale, ma un passaggio necessario. È la soglia attraverso cui può emergere una nuova prospettiva, più autentica e fedele al nostro modo di essere nel mondo.

Sette passi verso lo sviluppo personale:

La Tristezza come Messaggero: tristezza e malinconia non arrivano mai senza motivo. Sono segnali che ci avvertono che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe. Come spie sul cruscotto, non ci dicono subito che cosa fare, ma ci invitano a chiederci dove guardare. In quale area della tua vita senti queste sensazioni?

Riconnettersi ai propri valori: a inizio anno sarebbe fondamentale domandarsi: “Cosa è veramente importante per me?”, andando oltre i classici “buoni propositi” per connettersi con gli scopi profondi e focalizzarci su ciò che ci nutre davvero. Quali sono i tre valori più importanti per te?

Fare il punto su sé stessi: il nuovo inizio è un’ottima occasione per fare un “check-in” onesto: osserva la tua situazione attuale, riconosci pensieri, emozioni e schemi comportamentali. è il primo passo verso un cambiamento duraturo. In quale aspetto della vita senti il bisogno più urgente di iniziare un cambiamento?

Scegliere l’atteggiamento: passare dai “buoni propositi” a “cosa posso fare che dipende da me?” I primi rischiano di rimanere fantasie perché generici e poco motivanti se formulati per correggere limiti e mancanze. Quali ostacoli ti impediscono di realizzare il cambiamento che desideri?

Scoprire e allenare il potenziale: vedere il nuovo anno come un tempo propizio per sbloccare il proprio potenziale positivo e allenare le abilità personali. Trova almeno due tuoi punti di forza. Quali azioni potresti intraprendere per allenarli?

Cambiamento Sostenibile: focalizzarsi su piccoli passi e abitudini graduali che, se coltivate con perseveranza, portano a risultati duraturi, in linea con il sé autentico. Se potessi fare un piccolo cambiamento, quali azioni metteresti in pratica per allinearti ai tuoi valori?

Relazioni Autentiche: le relazioni positive sono un pilastro del benessere, ecco perché è importante generare rapporti quanto più benefici. Quali sono le persone che possono aiutarti nel tuo percorso di cambiamento? Quali sono gli indicatori che ti mostrano che hai raggiunto ciò che desideri? In che modo monitorare il progresso verso una vita più autentica e appagante?

Questo inizio anno può insegnare che il Blue Monday non è una malattia da curare o qualcosa di minaccioso ma un invito ad un viaggio di sviluppo interiore. È il momento di abbracciare la propria umanità, riscoprire la forza interiore e intraprendere azioni concrete, anche piccole, per costruire una vita più ricca di significato e benessere, un passo alla volta.

Redazione