San Valentino: qual è il segreto della felicità in amore?
dott.ssa Moira Barbacovi
Dialogo con Luca Stanchieri
La leggenda di San Valentino mescola episodi storici come quello che lo vide celebrare matrimoni segreti contro il volere dell’imperatore, donare rose per sanare liti e guarire la figlia del suo carceriere, a cui scrisse “dal tuo Valentino” prima del martirio. Questi racconti si fondono con le celebrazioni pagane dei Lupercalia, le feste più conosciute dell’antica Roma. La Chiesa cattolica, con Papa Gelasio, I nel 496 d.C., istituì il culto di San Valentino per trasformare i riti pagani legati alla fertilità, in celebrazione dell’amore romantico e coniugale.
L’amore storicamente è legato alla fertilità, intesa in senso ampio come generatività ed è un’alchimia trasformativa che libera le nostre migliori risorse interiori.
Questo legame genera una vita piena di senso e significato, capace di elevarla. Prova ne è il fatto che, quando l’amore soffre, si sprofonda nel cupo dolore.

Ne parliamo con Luca Stanchieri, psicologo, coach, filosofo e Fondatore del Coaching Umanistico. Con Luca collaboriamo da quasi vent’anni. Ci raggiunge in collegamento da Roma in un periodo in cui la cronaca rimanda un susseguirsi di tragedie, violenze e fatiche nelle relazioni. Come professionisti della psiche le vediamo da vicino. Sono vissuti difficili che provano e sconfortano, ma è importante continuare a ritagliarsi uno spazio per parlare d’amore: una delle maggiori porte verso la speranza e la felicità possibile. Azzardiamo persino a chiederci quali sono i presupposti per l’amore più alto?
Che cos’è l’amore?
L’amore è il sentimento che muove le corde più profonde dell’anima, che muove alla vicinanza, alla condivisione e alla ricerca di intimità. Ma non è amore se non c’è reciprocità. L’amore necessita di un processo relazionale.
L’amore dunque ha uno stretto rapporto con la relazione …
Certo, amare presuppone conoscenza e condivisione totale. Se l’altro non si mette in condizione di farsi amare, non si fa conoscere. Come si fa ad amare una persona che non conosci? È impossibile. L’amore necessità del processo relazionale, non può darsi unilateralmente. In tal caso è un’illusione. L’amore reale non si può dare da soli. È un fatto assolutamente relazionale, sennò è un’altra cosa: non è nemmeno amicizia. Anche l’amicizia necessità di una relazione simmetrica. Ci sono tantissime gradazioni nelle relazioni, ma quando parliamo di amore nel senso più alto del termine, vediamo che esso si sviluppa in una relazione reciproca, e benefica.

Quali sono le caratteristiche di una relazione benefica?
La relazione d’amore è un porto sicuro. Cioè, da un lato ti permette di avere sempre un aiuto, un sostegno competente. Nel senso che non basta che una persona ti voglia dare una mano, deve sapere il piano su cui è importante farlo. Dall’altro lato c’è la parte gratificante, bella, solare, che è il fatto che l’amore ti permette di elevarti. Cioè di affermarti nel mondo e di condividere questa affermazione con una felicità comune.
Il porto sicuro come rete affettiva
C’è un esercizio carino che possiamo proporre ai lettori sul porto sicuro come ambito di sicurezza e di elevazione. Non necessariamente in amore, può essere anche in amicizia. L’esercizio ti fa vedere quanto tu sei in grado di fare per gli altri e quanto gli altri sono in grado di fare per te, in termini di sostegno e di elevazione. Ne viene fuori una mappatura dell’amore sociale.
La Mappatura della rete sociale
L’amore nella sua forma più alta non va visto solo come una cosa esclusiva di coppia ma come una rete globale a cui tu, in qualche modo, contribuisci ed essa contribuisce alla tua felicità. Cioè non c’è la persona che dà questo… ma le persone.
Condivido l’idea del porto sicuro e della trascendenza come massima espressione dell’amore, cui aggiungerei lo svelarsi. Sentirsi sicuri dentro una relazionalità che, al contempo, ti consente di trascendere è ciò che ti porta a tirare fuori risorse importanti che mai avresti immaginato di possedere. La mappatura della rete sociale è un allenamento prezioso perché consente di spostarsi dal paradigma della coppia simbiotica e dall’attribuire all’altro la responsabilità esclusiva della nostra felicità.
Questo è un tema forte poiché consente di superare l’idea dell’amore romantico afflitto da paradigmi oppressivi e da ideologie possessive. Anche perché va considerato che noi abbiamo la felicità trascendente.
La felicità trascendente?
E’ la felicità che si prova quando si rendono felici gli altri esprimendo il meglio di sé stessi. La condizione è che ci sia una relazione in cui si fondono l’altruismo, l’autenticità e il potenziale interiore, e che questa sia orientata al bene. C’è un libro “lezioni di felicità” che riporta i dati del famoso Harward Study. Uno dei più importanti studi longitudinali sul vissuto degli esseri umani e le loro fonti. Dagli anni Trenta è condotto su migliaia di persone. Le conclusioni evidenziano come la maggiore forma di felicità sono le relazioni umane positive. Vivere bene non è una destinazione. È il cammino stesso, e le persone con cui si percorre. Questa è la forma più alta d’amore.

