IL MECCANISMO DECISIONALE DA QUALCHE PARTE SI È INCEPPATO «Sono tempi terribili quelli in cui i pazzi guidano i ciechi» (William Shakespeare)
Jacopo Strapparava
Punto primo: stabilire un numero massimo di orsi, e procedere a eliminare quelli di troppo (con abbattimenti, trasferimenti, sterilizzazione).
Punto secondo: chiedere a Roma la liberalizzazione del bear-spray.
Terzo: indire un referendum, per chiedere direttamente ai trentini cosa pensano della questione.
Quarto: coinvolgere i sindaci. E quinto: manifestare la preoccupazione del territorio in tutte le sedi opportune.
Sono le richieste del Comitato «Insieme per Andrea Papi». Sono, papali papali, le proposte di una mozione discussa in Consiglio provinciale dopo le prime aggressioni, nell’ormai lontano 2015. Mozione presentata dai consiglieri del centrodestra, tra cui un più giovane Maurizio Fugatti. Ma votata da tutti, a schiacciante maggioranza, passata con 31 voti su 32.
A dieci anni di distanza, il fallimento è evidente. La deroga alla direttiva Habitat, ottenuta già nel 2018 dalla giunta Rossi, si è scontrata prima con il governo, che ne contestava la legittimità costituzionale, poi con la constatazione che i nostri orsi sono geneticamente fragili e che, a differenza di quelli sloveni, non si possono toccare. Il bear spray lo possono usare solo i forestali, ora forse pure la polizia locale. Ogni azione è fatta di nascosto, per paura di ricorsi e polemiche. Ogni intervento è fatto con il cacciavite, quando ci vorrebbe il mortaio.
Fugatti ha tentato di forzare la mano con l’Ispra e ne è uscito con le ossa rotte. Intervistato da un giornalista dell’Adige dopo il caso Papi, ammise: «All’opposizione si dicono cazzate». Gli altri ora gli danno del populista. Chi sbaglia? Chi promette cose che non sa di poter mantenere? O chi si rassegna all’inazione?
Certo, non esistono risposte facili. Ma a fronte di un problema conclamato, è chiaro che qualcosa si è rotto, nel nostro sistema democratico. La volontà popolare e il sistema di tutele che noi stessi ci siamo dati sono entrati in conflitto.
La questione che vive il Trentino è ormai simile al classico stallo all’italiana. Il delinquente, non lo puoi arrestare. Lo studente, non lo puoi bocciare. L’orso, non lo puoi abbattere. La gente vota, ma non serve a nulla. Poi qualcuno si sorprende se arriva Donald Trump.
ULTIME NOTIZIE SULLA QUESTIONE DELL’ORSO IN TRENTINO
Fatti (solo fatti, non opinioni) occorsi tra il 1° novembre e il 15 dicembre
Fugatti a processo
Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, andrà processo per il reato di «uccisione di animale con crudeltà o senza necessità» (art. 544 bis del codice penale). In ballo c’è l’abbattimento di M90: orso «ad alto rischio» perché troppo confidente. Nel settembre 2023 gli era stato applicato il radiocollare, il 28 gennaio aveva inseguito due abitanti nel comune di Mezzana, Val di Sole. Il 6 febbraio Fugatti aveva firmato un’ordinanza di abbattimento, l’orso era stato ucciso un paio di ore dopo da una squadra di forestali nei boschi della bassa Val di Sole con tre pallettoni. L’Enpa aveva incaricato dell’autopsia la professoressa Cristina Cattaneo, patologa forense, nota per aver seguito i casi di Yara Gambirasio, Chiara Poggi e Elisa Claps. La Procura di Trento aveva chiesto di archiviare il caso, ma il giudice per le indagini preliminari (gip), Gianmarco Giua, ha disposto l’imputazione coatta. Il direttore generale della Provincia, Raffaele De Col e il dirigente del Servizio foreste, Giovanni Giovannini, sono stati iscritti al registro degli indagati. Ora bisognerà aspettare l’udienza preliminare: lì si capirà se Fugatti sarà prosciolto o rinviato a giudizio. Il reato di «uccisione di animale con crudeltà» prevede una multa fra i 5 e i 60 mila euro, e un periodo di reclusione fra i 6 mesi e i 4 anni (7.11).
Fugatti, assistito dall’avvocato Alessandro Meregalli, ha fatto sapere di essere pronto a presentarsi davanti al giudice per difendersi. La Lega si stringe a quadrato attorno al presidente. Anche l’ex governatore, Lorenzo Dellai, ha espresso la sua solidarietà
Cacciatore sospettato per una foto su WhatsApp
Al Tribunale di Trento si discute anche il caso di un cacciatore di 48 anni accusato di aver sparato a MJ5, l’orso che nel marzo 2023 aveva aggredito Alessandro Cicolini, macchinista della Trento-Malé, fratello del sindaco di Rabbi. MJ5 era stato trovato morto in autunno in alta Val di Non. Lav e Lndc, rappresentate dall’avvocato Paolo Letrari, dicono che il cacciatore aveva inviato una foto su un gruppo WhatsApp che proverebbe la sua colpevolezza. Il cacciatore risponde che quella foto l’ha trovata su internet. Il gip, Gianmarco Giua, si è riservato di decidere (3.12).

Un nuovo referendum, apocrifo
Anche la Comunità di Bassa Valsugana e Tesino ha indetto una consultazione popolare contro orsi e lupi. Il Comitato Papi, che aveva organizzato le consultazioni nelle valli attorno al Brenta, ha seguito il voto con una prudente distanza. A chiedere il voto è stato Danilo Perin, artigiano e cacciatore, consigliere comunale di minoranza a Ospedaletto, già con la Lega, dal 2019 passato a Fratelli d’Italia. La Bassa Valsugana, peraltro, è fuori dall’areale delle femmine e non vive il problema degli orsi (tuttalpiù quello dei lupi). Si è votato per due settimane, dal 17 al 29 novembre. Alla fine solo il 30% degli aventi diritto è andato alle urne (2.12).
Tra Grigno e Ospedaletto sono stati abbattuti sei capanni di caccia. Gli animalisti hanno agito di notte. All’alba, sono state trovate frasi di insulti nei confronti dei cacciatori e il logo del Fronte per la Liberazione degli Animali.
Il Fla aveva già colpito il Trentino nel maggio 2017: erano state rubate oche, conigli e galline in un pollaio a Pergine Valsugana (9.12).
Voci
Il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, fedelissimo di Fugatti, se la prende con Mi Manda Raitré, che parla di orsi «in maniera troppo faziosa».
• La Lav pensa che le mangiatoie per i cervidi sono pericolose perché «l’orso alimentandosi con cibo di origine antropica perde la naturale diffidenza verso l’uomo».
• Per il presidente del Partito popolare europeo Manfred Weber il problema di orsi e lupi «non è più solo locale ma va affrontato a livello europeo».
• L’ex veterinario provinciale Alessandro de Guelmi spiega che l’orso vive «un letargo vigile» e se l’inverno è mite il periodo di riposo si riduce.
Orso investito a Spormaggiore
Un automobilista ha investito un orso sulla statale 421, al km 8, tra Spormaggiore, Val di Non, e Cavedago, Paganella. La forestale è intervenuta due volte: subito, per le prime perlustrazioni, e l’indomani, con il nucleo cinofilo. Dell’orso, nessuna traccia.
Solo nel 2024, in Trentino, sono stati investiti otto orsi, sei lupi e un migliaio di ungulati (18.11).
Paura a Tierno
Un ragazzino di 13 anni, trascorsa la sera di Ognissanti a giocare a calcio con gli amici, si è trovato un orso a cinque-sei metri di distanza. Il padre del ragazzo, Daniel Buccella, si è collegato a Facebook e ha pubblicato un post sul gruppo «Sei di Mori se…». «Attenzione. Avvistato un orso bruno pochi minuti fa in via Nardigna, a Tierno» (1.11).

