Il Tenente Costante Dalla Tina, ufficiale degli Standschützen nella 1a Guerra Mondiale
Andrea Graiff
Domenica 30 novembre 2025 la Compagnia Schützen Bepo de Miller Val de Non, nel corso della riunione annuale, ha ricordato durante la Messa officiata dal Parroco don Raimondo Mercieca nella chiesa di Coredo gli associati scomparsi: Diego Datres, Gildo Menghini, Silvio Baita e Giulio Filippi. A loro si è aggiunto il ricordo di un ufficiale del Battaglione Standschützen Cles costituito nel 1915: il Tenente Costante Dalla Tina di Coredo, la cui effige è stata riprodotta sul bollino da applicare sulla tessera di iscrizione alla Compagnia per l’anno 2026.

Il Tenente Costante Dalla Tina in divisa. Nel riquadro la medaglia al valore col diploma
Nel 1914, con lo scoppio della Prima Guerra, vi fu la grande mobilitazione con l’invio di migliaia di soldati sul fronte russo in Galizia. 60.000 furono i tirolesi di lingua italiana arruolati in quel conflitto, e 12.500 di questi morirono in battaglia o in prigionia. Il 31 luglio 1914, tre giorni dopo l’inizio della guerra, il Capitano del Tirolo, Teodoro von Kathrein comandante delle Società degli iscritti ai Casini di bersaglio, emanò un appello raccomandando ai Bersaglieri immatricolati che non erano stati richiamati nella leva di massa di tenersi pronti per accorrere alla difesa dei confini tirolesi. I Bersaglieri, chiamati anche Sizzeri in dialetto o Schützen in tedesco, erano cittadini che frequentavano i poligoni di tiro a segno denominati Casini di Bersaglio. Molti volontari come ragazzi sotto i 21 anni, veterani, gli scartati alla visita di leva, gli anziani sopra i 43 anni si misero a disposizione iscrivendosi alle società dei Casini di Bersaglio. 5 giorni prima che l’Italia dichiarasse guerra all’Austria, il 18 maggio 1915, l’Imperatore emanò il decreto di mobilitazione generale: 23.700 Bersaglieri immatricolati, rinominati Standschützen, dichiarati abili da una visita medica, furono dotati di divisa militare dell’esercito regolare (la divisa echtgrau dei Kaiserjäger con le mostrine verde erba e l’aquila tirolese in argento) inquadrati in battaglioni (Baon) e compagnie, furono inviati con celerità ai confini meridionale dal Tonale al Pordoi. E infatti, il 24 maggio 1915, l’Italia dichiarò guerra all’Austria con l’intento di strappare agli Asburgo il Tirolo e la regione triestina. Il fronte meridionale, lungo 350 Km, nel 1915 era presidiato da “soli” 17.000 soldati regolari fra truppe di guarnigione dei forti e da militari di leva. L’arrivo dunque di oltre 20.000 uomini fu risolutore in quanto riuscirono a contrastare il primo attacco degli italiani. Quando poi arrivarono i Landesschützen e i Kaiserjäger spostati dal fronte orientale, gli Standschützen furono assegnati a servizi di retrovia. Nella valle di Non e nella Valle di Sole furono costituiti 3 battaglioni di Standschützen: il Baon Cles, il Baon Malè e il Baon Cusiano per un totale di quasi un migliaio di uomini. Il Battaglione Cles al comando del Maggiore Luigi Valentinotti faceva riferimento al Casino di Bersaglio di Cles situato in località ai Piani ed era costituito da 6 Compagnie: 1a Compagnia di Cles al comando del Capitano Luigi Fellin; 2a Compagnia di Taio al comando del Capitano Francesco Inama; 3a Compagnia di Fondo al comando del Capitano Francesco Covi; 4a Compagnia di Flavon al comando del Capitano Ferdinando Fellin; 5a Compagnia di Brez al comando del Capitano Giovanni Weiss; 6a Compagnia di Proves-Lauregno al comando del Capitano Pietro Maierhofer.

Gli ufficiali erano, come da tradizione plurisecolare degli Schützen, eletti direttamente dalla truppa. Nella compagnia di Taio era stato eletto come Tenente un coredano: Costante Dalla Tina, nato nel 1867, di professione commerciante. Servì come soldato di leva nell’esercito austriaco nei Tiroler Kaiserjäger di stanza a Mostar nella Bosnia Erzegovina verso il 1890. In questo periodo stese in un voluminoso manoscritto note di storia sulle vicende politiche tirolesi dell’800, la storia dei battaglioni dei Kaiserjäger, aneddoti della vita militare, le regole della stessa, poesie e racconti vari.
Nel 1893 sposò Teresa Sicher dalla quale ebbe 12 figli. Rimasto vedovo si risposò nel 1919 con Ida Inama dalla quale ebbe altri 5 figli. Nel 1915 partecipò alle vicende belliche che riguardarono il fronte del II Rayon nella zona del passoTonale. Qui operò anche con il ruolo di Zugkommandant della Croce Rossa austriaca coordinando le squadre di soccorso ai feriti. Nel 1916 fu decorato con medaglia d’oro al valore, la Goldene Verdienstkreuz am Bande der Tapferkeitsmedaille. In quell’anno perse il figlio Lino di anni 20, caduto in Galizia con la divisa dei Kaiserjäger. Partecipò attivamente nel dopoguerra alla vita sociale del paese: fu consigliere comunale, attivo nella società Pro Loco e cofondatore del Consorzio ortofrutticolo di Coredo. Patriota fedele al Tirolo e alla Casa d’Austria, Costante Dalla Tina morì all’età di 86 anni nel 1954.
Nel trigesimo della morte fu pubblicato un articolo, con la sua fotografia, sul quotidiano L’Adige che lo descrisse con queste parole: ricordato come uomo di elevate virtù morali, saggio nei consigli, modesto e caritatevole.




