ESCURSIONE AL RIFUGIO POTZMAUER

ESCURSIONE AL RIFUGIO POTZMAUER

RIFUGIO POTZMAUER

(Difficoltà facile – circa 2,5 h)

Una facile escursione che ha come meta il Rifugio Potzmauer, posto in una bella spianata in quota a confine tra la Val di Cembra e la Val d’Adige atesina, meta ideale per gli amanti della montagna oltreché punto di riferimento strategico per esplorare quest’area ai margini del Parco Naturale del Monte Corno.

Per raggiungerlo si possono intraprendere diversi percorsi. Il più breve e comodo parte dalla Val di Cembra, poco sopra l’abitato di Grumes (Comune di Altavalle): imboccata la strada che porta ai Masi Alti di Grumes, si lascia l’auto presso il parcheggio in località Pradet; da qui partono sia il sentiero contrassegnato dal segnavia SAT 480, che si sviluppa lungo il corso del “Rio dei Pezzi”, sia la parallela strada forestale che porta al Passo della Cima o Passo Potzmauer (1.350 m) e quindi al rifugio omonimo. Il sentiero interseca la forestale in un paio di punti, salendo tra boschi di abeti e pini lungo un tracciato molto comodo seppur in salita (320 m di dislivello distribuiti in circa 5 km di lunghezza), per poi immettersi nella stradina poco sotto il passo e raggiungere rapidamente, seguendo le indicazioni, la bella radura dove sorge il rifugio. La salita si completa in circa 1 ora, con ritorno dalla stessa via per un’escursione di poco più di 2 ore totali.

Un altro itinerario – leggermente più lungo – si snoda a partire dal versante altoatesino, più precisamente dal villaggio di Cauria (Gfrill), raggiungibile da Salorno grazie ad una strada di montagna.

Lasciata l’auto presso il parcheggio della piccola località montana, si segue la segnaletica per il Rifugio Potzmauer e il Lago Santo: si tratta del segnavia E5 (Sentiero Europeo), celebre itinerario escursionistico che collega le città di Verona e Costanza, e che in questo breve tratto si estende in gran parte su strada forestale, con pendenza minima. Si procede in direzione Sud attraverso il bosco, passando al cospetto del Dosso di Cauria e del Monte dell’Orso (1.576 m) fino al Rifugio Pra Erto, all’estremità della Valdonega; da qui si procede per ulteriori 30/40 minuti fino a raggiungere il Rifugio Potzmauer. In più di un punto è possibile scegliere tra la strada forestale e il sentiero, sempre ben segnalato. Anche in questo caso il ritorno si effettua dalla via dell’andata (11 km di lunghezza e 310 m di dislivello, per un’escursione di circa 3,5 ore in totale).

Adagiato al limitare di una grande radura boschiva, il Rifugio Potzmauer (1.292 m) sorge quasi sul crinale che divide Val di Cembra e Valle dell’Adige, a pochi passi da un bel punto panoramico affacciato su quest’ultima. Un tempo malga a servizio degli antichi alpeggi della zona, ora ricoperti da splendide foreste, dopo essere caduta in stato di abbandono è stata acquistata dal Comune di Grumes e convertita in rifugio, inaugurato nel 2009.

La struttura è una meta ideale per una sosta ristoratrice e per chiunque desideri una pausa rilassante in montagna, respirando aria pura e magari gustando qualche piatto tipico: il rifugio offre infatti servizio ristorazione e pernottamento, ed è gestito in estate da giugno a settembre, ma è aperto anche nei fine settimana di tutto l’anno (tranne che a novembre): l’escursione si presta dunque anche alle gite con le ciaspole durante l’inverno (si consiglia in ogni caso di verificare anticipatamente l’effettiva apertura contattando i gestori).

Proseguendo dal rifugio lungo il Sentiero Europeo E5, in circa 2 ore si può raggiungere il Lago Santo: seguendo il segnavia n° 409 si raggiunge il Passo Zise, procedendo in leggera discesa con splendidi scorci panoramici sulla sottostante Val d’Adige, per poi riprendere il Sentiero E5 che porta fino all’incantevole lago alpino e all’omonimo rifugio adiacente (itinerario di livello escursionistico).

Partendo dal Potzmauer occorre invece meno di un’ora di camminata per visitare il biotopo del Lago di Valda, una torbiera ricompresa nella Riserva Prati di Monte, di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e di rettili. La zona è particolarmente ricca di biodiversità: con una piccola deviazione lungo il sentiero che sale al rifugio da Cauria, infatti, si può visitare anche un altro biotopo protetto, quello del Laghetto di Védes, residuo di una torbiera di transizione, dive vivono diverse varietà di anfibi e uccelli.

Brusinelli Daniele e Menapace Angelo