Una calda estate

Una calda estate

Non sono più le stagioni di una volta! Lo si sente ripetere spesso parlando del tempo e che il tempo sia cambiato, in estate come in inverno, è una realtà con cui rapportarsi quotidianamente o quasi. Fenomeni che si ripetono con picchi di intensità devastanti documentati da stampa e Tv in varie località del Centro e nel Nord Italia e i vasti incendi che hanno flagellato intere regioni in Francia e Spagna causando vittime ed enormi danni alla vegetazione e alla popolazione. 

Non c’è da stare allegri ma oggi almeno abbiamo uno strumento in più, le previsioni che con una tecnologia sempre più avanzata ci consentono di seguire in tempo reale il meteo nelle nostre valli e prevederne l’intensità. Mi riferisco al nuovo radar del Monte Macaion che ora è anche in grado di stimare il diametro dei chicchi di grandine, capacità assente nel dispositivo precedente.

Installato in Alta valle di Non nel 1999, l’impianto dal rifacimento del 2023 (vedi foto in alto a dx) si distingue per essere un radar Doppler polarimetrico.

Che cosa significa lo abbiamo chiesto ad Andrea Piazza, di Meteotrentino.

Un radar ‘Doppler’ – spiega Piazza – è in grado di filtrare gli ‘echi fissi’ – come i rilievi montuosi – isolando esclusivamente i segnali prodotti da oggetti in movimento, quali le idrometeore.

La funzionalità polarimetrica permette invece di analizzare il segnale elettromagnetico separatamente in polarizzazione verticale e orizzontale. Per capirci, possiamo pensare agli occhiali da sole polarizzati: filtrando la componente orizzontale della luce, riducono il riverbero delle superfici piane come neve e acqua del mare o del lago; un principio analogo consente al radar di distinguere la forma e quindi la fase (liquida o ghiacciata) delle particelle atmosferiche”.

Il principio di funzionamento è ingegnoso: le gocce di pioggia, a causa dell’attrito dell’aria, assumono una forma schiacciata (più larghe che alte), producendo un eco maggiore nella polarizzazione orizzontale. I chicchi di grandine, al contrario, non presentano questa deformazione e riflettono le onde in modo uniforme. Attraverso software avanzati, il radar è quindi in grado di stimare con precisione la dimensione massima del chicco. Questa tecnologia non è solo un esercizio tecnico: si stanno sviluppando applicativi per l’invio automatico di avvisi (via email o Telegram) in caso di grandine con diametro superiore ai 5 cm, offrendo così la possibilità di cercare tempestivamente riparo.

Come è successo, per restare in Trentino zona nostra, in occasione dell’intensa grandinata che il 14 luglio scorso ha colpito la Vallagarina ed in particolare la val di Gresta.

L’impianto è frutto di una collaborazione tra le due Province autonome con un investimento complessivo di 3,5 milioni di euro. Il radar è posto su una torre in cemento armato progettata per integrarsi nel contesto paesaggistico ed è protetto da un radome, grossa sfera bianca realizzata con un materiale trasparente al segnale radar e in grado di resistere alle condizioni atmosferiche più severe. L’intera struttura è dotata di un sistema parafulmini con gabbia di Faraday.

Meteo a parte, “il Melo” prosegue con le consuete rubriche che spaziano dalla storia, il costume, l’economia, curiosità con racconti e testimonianze di vita e di futuro. Continua così una tradizione che va avanti ininterrottamente da 12 anni grazie sopra tutto alla volontà ed alla determinazione dell’editore Paolo Leonardi che in questi giorni ha festeggiato i 40 anni di attività di consulente finanziario. A lui ed alla sua famiglia i complimenti per questo traguardo con il grazie della Redazione e dei lettori per il cammino fatto insieme.

Giacomo Eccher