Autonomia, si cambia davvero?

Autonomia, si cambia davvero?

Lo Statuto speciale della nostra autonomia da ‘svecchiare’, la sanità che si riorganizza per adattarsi – almeno si spera – ai cambiamenti in atto nella società con l’invecchiamento e nuovi bisogni sociali, e la circonvallazione di Cles che entra nel vivo dei lavori che segneranno almeno per tre anni la vita della borgata che poi potrà, forse, dirsi libera dal traffico.

Istituzioni, salute, infrastrutture, temi diversi ma che si intrecciano nel vivere quotidiano e che “Il Melo” puntualmente racconta mese dopo mese con una foliazione che tocca temi come la storia, l’economia, la cultura, l’arte, l’emigrazione, la parlata locale e i giovani.

Anche con vicende come quella che trovate a pag. 13 del giovane di Revò che dopo avere vissuto e lavorato all’estero (a Vancouver, in Canada) cinque anni fa è tornato in valle realizzando qui il suo sogno americano.

Parlando di autonomia, dopo una gestazione durata anni cambia lo “Statuto speciale del Trentino Alto Adige” e fornisce alle Istituzioni la capacità e l’occasione di intervenire su nodi fondamentali della vita sociale e dell’economia nelle province di Trento e Bolzano.

Vengono ampliate le competenze legislative esclusive con l’attribuzione di nuove materie come il commercio, le piccole e medie derivazioni idroelettriche e la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema di interesse provinciale.

Sono tante le cose da rivedere nell’organizzazione burocratica delle nostre istituzioni, sperando che l’acquisizione di nuove competenze snellisca e non appesantisca ancora di più la ‘macchina’ pubblica.

Un aspetto sicuramente atteso nelle valli, e non solo, è che la riforma interviene sulla gestione della fauna selvatica, tema che il nostro mensile sta affrontando puntualmente da qualche anno! Ai presidenti delle Province autonome viene infatti riconosciuta l’autorità di pubblica sicurezza in questo ambito, con esclusione delle competenze relative ad armi, munizioni e attività autorizzative o sanzionatorie.

è una modifica destinata ad avere effetti anche sulle future politiche provinciali in materia di grandi carnivori, gestione del territorio e salvaguardia dell’economia sulle cosiddette terre alte. Era ora … e adesso speriamo sia finito il rimpallo di responsabilità tra enti e giudizi di vario grado, spesso in contraddizione tra di loro.

Con l’inaugurazione della Casa della Comunità di Cles, il prossimo 15 giugno, anche la Valle di Non avrà un punto di riferimento strategico per i servizi socio sanitari di prossimità, l’undicesima delle 14 previste in Trentino.

L’edificio, quattro piani più uno interrato su una superficie di circa 1.500 metri quadrati, è finanziato con fondi PNRR e della Provincia di Trento per un importo di circa 8 milioni di euro. Alla Casa della Comunità di Cles faranno riferimento medici di medicina generale organizzati in Aft (Aggregazioni funzionali territoriali), e troveranno spazio tra l’altro la Continuità assistenziale (ex Guardia medica), il punto prelievi, i servizi infermieristici, gli ambulatori vaccinali e le attività di Spazio Argento dedicate alla popolazione anziana.

Informazioni dunque e anche curiosità. In questo numero infatti c’’è “Non dirlo”, un gioco da tavola in dialetto noneso ideato da Lorenzo Pilati e realizzato in collaborazione con “Il Melo”, in cui devi far indovinare alla tua squadra una parola segreta senza dire le parole proibite. Il modo perfetto per imparare o rinfrescare il noneso, divertendosi in compagnia della famiglia e degli amici. Potete già acquistarlo sul nostro sito internet, trovate maggiori dettagli nell’ultima pagina.

Giacomo Eccher