Nuova vita al ristorante pizzeria Credai
Qualità, tradizione e un rinnovato spirito giovane
SFRUZ – “Tut come prima … ma con lo spirito, l’entusiasmo e la voglia di futuro di una ventenne”.
La nuova vita dello storico ristorante pizzeria Credai ha il volto di Veronica Zambiasi, giovane ragazza che ha deciso di riaprire il locale che per oltre mezzo secolo ha segnato la buona cucina sulla Predaia ed in valle di Non. Avviato nel 1972 dai fratelli Armando, Luigi, Mario e Bruno Preti, il Credai l’autunno scorso aveva chiuso i battenti lasciando un grande vuoto tra gli amanti della cucina tradizionale nonesa e trentina, tra genuinità e semplicità. Sembrava l’epilogo di una bella storia del buongusto ed invece ecco la ripartenza all’insegna della continuità dei menu e della familiare cortesia che ha segnato l’oltre mezzo secolo di gestione dei fratelli Armando, Mario, Luigi e Bruno Preti.
“Ci sono luoghi che non sono semplicemente un posto di lavoro, ma fanno parte della propria vita. Per me il Credai è questo. Ci sono cresciuta, ci ho passato l’infanzia e ho costruito ricordi che porto nel cuore. Per questo vederlo chiuso mi faceva davvero male. Sentivo che non poteva finire così, quel posto pieno di ricordi, risate e momenti. Ho deciso di mettermi in gioco per ridargli vita, riportando quello che lo ha sempre reso speciale: accoglienza, calore e tradizione” – ci dice Veronica in una piacevole chiacchierata nel fresco porticato davanti al locale.

Per lei – vent’anni, di Vervò – il Credai è un luogo familiare. Uno dei fratelli Preti è suo zio, e questo legame ha reso il locale parte della sua storia, storia che la nuova gestione intende mantenere viva valorizzando la cucina trentina e la stagionalità dei piatti tipici nell’atmosfera familiare e lo spirito di genuina ospitalità che per decenni ha caratterizzalo il locale.
“Ho studiato all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, ma è stato proprio lavorando al Credai durante le estati che ho capito quale fosse davvero la mia strada. All’inizio ero molto timida e il contatto con le persone mi metteva in difficoltà, ma con il tempo ho scoperto che la cosa che mi rende più felice è vedere un cliente uscire soddisfatto, con un sorriso. Sono convinta che anche un piccolo gesto, una parola gentile o un’attenzione in più possano fare la differenza e far sentire una persona come a casa”.
La decisione di impegnarsi così giovane nella conduzione di un ristornate storico non è stata facile e Veronica lo ha fatto potendo contare anche sul supporto della famiglia.
“Gestire un ristorante significa avere tante responsabilità, fare sacrifici e rinunciare a molto del proprio tempo. All’inizio è tutto in salita, e spesso si trascurano tante piccole cose, sembra un caos e ci si chiede continuamente se si riuscirà a farcela. Poi, però, piano piano si ingrana la marcia, si prende il ritmo e arriva sempre un raggio di sole. Dopo solo un mese e mezzo posso dire che, anche se il lavoro è tanto, le soddisfazioni stanno già arrivando e tutti i sacrifici fatti stanno iniziando a dare i loro frutti. Sono proprio questi momenti che ripagano di ogni fatica e danno la forza di andare avanti”.
Un incoraggiamento le è arrivato anche dal Comune di Sfruz: veder ripartire il ristorante Credai per la zona è un valore aggiunto ed un punto di riferimento per ciò che ha significato nel corso del tempo e in prospettiva per gli anni a venire.
La storia del locale si accompagna infatti con la vicenda “Credai”, località che quando nel 1972 il ristorante aveva aperto contava solo una mezza dozzina di villette al limitare del bosco a due passi dai Sette Larici. La zona nel tempo ha conosciuto momenti di boom turistico (seconde case e affitta camere) ed altre fasi, come l’attuale, di un turismo familiare più soft ma continuo e tenace, e con ampie possibilità di crescita.

In cinquant’anni di attività, al Credai non hanno mai avuto ambizioni di ‘evolvere’ la cucina trentina e nonesa tradizionale alleggerendola o apportando variazioni che rischiano solo di tradirla. Hanno invece cercato di interpretarla al meglio, in un ambiente familiare con una sala non grandissima (massimo 60 posti oltre ad una trentina all’aperto, nella bella stagione…) arredata in stile da montagna, e con un servizio dettato da una cortesia vera e non caramellosa, e che sa accompagnare i piatti con ventate di buon umore, che non guasta mai!
“Resta tut come prima è la frase che più rappresenta quello che voglio trasmettere. Restano l’accoglienza, le persone, la cucina e quell’atmosfera familiare che da sempre caratterizzano il Credai. I fratelli Preti mi hanno insegnato quanto sia importante custodire questa identità, costruita con passione in oltre cinquant’anni di lavoro e una delle soddisfazioni più grandi è vedere la gioia nei loro occhi, che quel posto ormai parte di loro continui ad andare avanti. Il mio obiettivo è portarlo avanti con lo stesso rispetto e lo stesso amore, aggiungendo soltanto la mia energia, il mio entusiasmo e la voglia di far sentire ogni persona che entra qui come se fosse a casa. Per tutto questo un grazie particolare va allo staff che – conclude Veronica – mi aiuta e mi incoraggia e si va vanti come squadra”.
Quanto ai piatti, nel menù ci sono – come prima – le trippe d’inverno, il tarassaco (denti de ciagn, en nones) in primavera, e, tutto l’anno, il mezzo stinco con polenta, crauti, canederli, gnocchi di polenta, selvaggina, funghi, lumache in umido solo per citarne alcuni – senza dimenticare il classico baccalà, una vera bontà dello ‘storico’ Credai certificata dal parere di illustri esperti di gastronomia d’elite.
Restano nel menù le pizze e continua la cortesia che Veronica ed il suo staff (in parte con la conferma di collaboratori della vecchia gestione) sanno mettere in campo per far sentire l’ospite in famiglia.
Il ritorno del ristorante Credai è davvero una bella notizia per la Predaia, la valle di Non e non solo, e questa giovane imprenditrice merita l’applauso e l’augurio di ogni successo. Mettersi in gioco a vent’anni in un mondo complesso come la ristorazione con tutto ciò che comporta non è una scelta facile e lai l’ha fatta con coraggio e fiducia. L’avvio è stato più che buono …e se il buon giorno si vede dal mattino, la strada è davvero quella giusta!



