FERROVIA DERMULO-MENDOLA “Dimenticata e rimpianta”
Tutti conoscono la Ferrovia Trento – Malé (ora Trento-Mezzana, in sigla FTM) per essere stata una delle poche linee ad essere sopravvissute allo stillicidio avvenuto negli anni Cinquanta/Sessanta del secolo scorso. È anche stata rimodernata per adeguarla alle esigenze che la mobilità pubblica chiedeva e cioè minori tempi di percorrenza e comfort, trasformandola da tranvia extraurbana, quale era in origine, in ferrovia vera e propria.
Meno conosciuta, invece, è la ferrovia ‘sorella’ Dermulo-Fondo-Mendola, anche perché la sua vita è durata solo 25 anni. Era stata inaugurata il 1° settembre 1909, cioè circa un mese prima della FTM (inaugurata l’11 ottobre), la sua soppressione è avvenuta il 31 gennaio 1934.
In comune con la FTM aveva lo scartamento e la stessa tensione di alimentazione, differiva invece per la pendenza massima che arrivava, a monte della stazione di Fondo, all’80 per mille ed è per questo motivo che le elettromotrici potevano contare su un sistema di frenatura di emergenza tramite pattini elettromagnetici.
Nel periodo dal 1909 al 1934 il paese di Dermulo era quindi diventato, per la Val di Non, un nodo ferroviario di una certa importanza.
Con la ricostruzione della FTM negli anni Cinquanta è stata completamente stravolta la viabilità di Dermulo, infatti dove prima si trovavano i binari è stata realizzata la strada statale, mentre la linea ferroviaria è stata spostata dove prima c’era la strada.
Per non perdere la memoria storica l’amministrazione comunale di Taio, tramite il responsabile della locale biblioteca Claudio Travaglia, chiedeva al sottoscritto, appassionato di ferrovie sia reali che in miniatura e anche socio del gruppo fermodellistico ‘Arnaldo Pocher’ di Trento, di realizzare un diorama che riportasse la realtà paesaggistica di Dermulo attorno agli anni Venti/Trenta, quando appunto erano presenti le due stazioni ferroviarie.
Grazie alla consultazione di mappe catastali e schemi planimetrici delle stazioni, esistenti presso l’archivio storico della FTM e all’osservazione di diverse fotografie e cartoline d’epoca, è stato possibile ricostruire la posizione dei binari e dei deviatoi nonché degli edifici presenti.
Caratteristico era il fabbricato di stazione del capolinea della Dermulo-Mendola, provvisto di tettoia sotto cui un unico binario tronco era utilizzato per gli arrivi e le partenze dei convogli da/per Fondo e la Mendola. Per motivi pratici di trasporto è stato deciso di mantenere la dimensioni del diorama in un unico tavolato di cm 160 x 70 preferendo per i soli fabbricati la scala 1:100.



Il compito comunque non era facile in quanto sui piazzali erano presenti ben 12 deviatoi che facevano di Dermulo una delle stazioni più complesse della linea Trento-Malé. Gli edifici sono stati realizzati in un unico blocco di legno rivestito, in alcuni casi, con sabbia fine mescolata con colla vinilica, per le imposte si è ricorso all’ utilizzo di fascette da elettricista opportunamente rielaborate e verniciate.
Per rispettare quella reale, la palificazione della linea aerea di contatto è stata totalmente autocostruita.
Il problema più importante era reperire i modelli dei vari rotabili in quanto nessuno li aveva mai realizzati, ma fortunatamente una ditta artigianale toscana pochi anni fa ha messo in produzione il materiale rotabile, sia motore che trainato, in servizio sulla tranvia Trento – Malé. è per questo che sui binari della stazione FTM è stato possibile posare un paio di elettromotrici 41/s (serie che costituiva il parco trazione viaggiatori della tranvia), una carrozza rimorchiata C, un carro aperto P e un carro chiuso G.
I due carri sono stati opportunamente posizionati sul binario tronco in prossimità del piano caricatore del magazzino merci. Purtroppo non sono invece mai stati riprodotti commercialmente i rotabili in uso sulla Dermulo – Mendola.
Si presume che tra le due linee ci sia stato unicamente uno scambio di carri merci (si noti il binario di collegamento fra le due stazioni), ma non di rotabili viaggiatori anche perché sulla Dermulo- Mendola le elettromotrici, a causa di una tratta sopra Fondo con una pendenza dell’80 ‰, dovevano essere presenti i freni di emergenza a pattini elettromagnetici.
Attualmente della Ferrovia Trento-Malé si è salvata dalla fiamma ossidrica solo la carrozza rimorchiata C 326 che, dopo essere stata ricostruita, è stata utilizzata in composizione con l’elettromotrice B 51 della ex Ferrovia della Val di Fiemme reperita sulla ferrovia Genova-Casella, dove era finita alla chiusura della linea trentina, ed anche questa completamente restaurata e adattata alla tensione di 3.000 V c.c., nel 2009 in occasione dei festeggiamenti per i 100 anni della FTM.
Della Dermulo – Mendola invece esiste ancora un’elettromotrice (Alioth) sulla ferrovia del Renon, in provincia di Bolzano, che viene utilizzata in occasioni particolari o per gruppi di appassionati.
A tutt’oggi il diorama di Dermulo con le sue due stazioni è visibile nell’atrio del municipio di Taio frazione di Predaia. (Vedi foto Diorama sopra)
Quanto a Dermulo, nel tentativo di far tornare il nodo ferroviario agli antichi fasti, nel 2002 la stazione FTM era stata ammodernata per farla diventare una “vetrina della valle” e si potevano trovare: la biglietteria, il bar, l’ufficio Informazioni e un negozio di souvenir. Ma è durata poco, ora è rimasta solo una “fredda” sala d’aspetto dove due altrettanto “fredde macchinette” distribuiscono biglietti, caffè e brioche.
Carlo Peretti


