Verso le Olimpiadi 2026. Il Trentino investe sul futuro tra infrastrutture, turismo e sostenibilità

Verso le Olimpiadi 2026. Il Trentino investe sul futuro tra infrastrutture, turismo e sostenibilità

In queste giornate di sport se ne parla tanto, Trento ha ospitato per l’ottava volta il Festival dello Sport ma l’attenzione è già tutta sul grande evento dell’inverno.

Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 infatti rappresentano per il Trentino una straordinaria occasione di crescita economica e territoriale. Pur non ospitando le gare principali, la Provincia autonoma sarà protagonista grazie a un massiccio piano di investimenti pubblici e infrastrutturali che supera i 400 milioni di euro.

Una cifra imponente, destinata non solo a sostenere l’organizzazione olimpica, ma a lasciare una vera legacy per il territorio.

Tra le opere di maggiore impatto figurano la riqualificazione della stazione di Trento, l’elettrificazione della linea ferroviaria della Valsugana, la realizzazione del villaggio olimpico di Predazzo – che sarà riconvertito in alloggi per studenti e sportivi – e l’ammodernamento degli impianti sportivi di Tesero e Predazzo, che ospiteranno in seguito le Olimpiadi giovanili del 2028 e i Mondiali del 2031.

Anche l’impatto turistico sarà enorme. Secondo Deloitte, si attendono oltre due milioni di visitatori. Un flusso che sta già influenzando la domanda di alloggi: secondo Altroconsumo, la spesa media per due notti in due persone nelle località olimpiche passa dai 325 euro di gennaio ai 1.275 euro di febbraio, con un incremento del 292%.

La Val di Fiemme vede i prezzi quasi raddoppiare, attorno ai 500 euro per due notti. La spesa media per un weekend olimpico, tra trasporto, alloggio e biglietti, è stimata in 1.792 euro per due persone e non mancano formule “premium”: i pacchetti ufficiali Hospitality e Overnight offerti dal comitato organizzatore arrivano a costare fino a otto volte il prezzo di un biglietto base con hotel.

Anche il capitolo sponsor racconta una trasformazione culturale. Secondo una ricerca Havas Play, il 38% degli italiani si aspetta che le aziende legate ai Giochi “apportino qualcosa di positivo al territorio” e “sostengano gli atleti”.

Non bastano spot o campagne social, i marchi dovranno dimostrare coerenza e radicamento, costruendo un legame duraturo con la comunità.

Oltre ai numeri, resta centrale il tema della legacy. I nuovi treni, le strade riqualificate, i collegamenti intermodali e gli impianti sportivi moderni sono pensati per restare al servizio del territorio, migliorando accessibilità e qualità turistica.

Il Trentino punta così a un’eredità concreta: meno “cattedrali nel deserto”, più infrastrutture utili e sostenibili con una visione economica a lungo termine, molto oltre il 2026.

A confermare la visione di lungo periodo dietro al piano olimpico trentino è il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, che rispondendo alle nostre domande spiega strategie, priorità e prospettive per il dopo 2026.

Gli investimenti trentini legati ai Giochi superano i 400 milioni. Come viene garantito che questa spesa si traduca in benefici concreti? Quale sarà il ritorno sugli investimenti?

“430 milioni di investimenti, 300 dello Stato e 130 nostri. Aver fatto i Giochi ci ha portato 300 milioni di investimenti con risorse non nostre. Tra questi investimenti c’è per esempio la ristrutturazione della stazione di Trento e l’elettrificazione della Valsugana che sono investimenti di lungo periodo, e gli impianti sportivi che verranno sfruttati, oltre che per i Giochi, anche per le Olimpiadi giovanili del 2028 e i Mondiali del 2031”.

Non c’è alcun timore che questi investimenti siano di breve periodo. Alcune opere stanno richiedendo tempi più lunghi. Come arriveremo al 2026? Mancherà qualcosa?

“Sulle opere sportive i tempi sono stati rispettati. L’elettrificazione aprirà a dicembre e i lavori alla stazione stanno rispettando le tempistiche.

LA GRANDE INAUGURAZIONE Nella foto: Maurizio Fugatti

Dove indubbiamente i tempi si sono allungati è in Val di Fiemme e Fassa con il BRT, il nuovo sistema di bus rapidi. Le problematiche di traffico del posto, purtroppo o per fortuna, a seconda dei punti di vista, ci sono a prescindere dalle Olimpiadi. Questo investimento avrà quindi un’importanza futura contribuendo a migliorare la qualità della vita dei residenti e l’accessibilità turistica”.

Il turismo e la visibilità toccherà tutta la regione?

“Ci saranno ricadute positive sui piccoli centri e tutte le Valli? Il turismo arriverà sicuramente nelle zone interessate ma la promozione del territorio vale per tutto il Trentino. La promozione del territorio farà bene anche ai prodotti agricoli della Val di Non senza dubbio. L’immagine e l’impatto promozionale del nostro territorio avrà una ricaduta positiva in generale”.

Dopo il grande evento come si intende capitalizzare la visibilità e mantenere alti e destagionalizzati i flussi turistici?

“Un esempio sono i Mondiali del 2031. Si disputeranno dopo i mesi estivi, in settembre, quindi sono nell’ottica di allungare i tempi nelle varie zone turistiche del Trentino”

Legacy, letteralmente significa l’eredità, quello che rimane sul territorio dopo i giochi.

Ylenia Forner