FAR E TASER: IL BRACCONAGGIO DILAGA
«La verità non si dimostra, si mostra» (Leonardo Sciascia)
Jacopo Strapparava
La prima fu F36, femmina adulta di 6 anni, protagonista di due «falsi attacchi» nell’estate 2023, il 6 luglio e il 6 di agosto – su cui pendeva un’ordinanza di abbattimento del presidente della Provincia, poi mutata in ordine di cattura da una sentenza del Tar – trovata morta il 27 settembre nei boschi sopra Roncone, comune di Sella Giudicarie, nella Valle del Chiese.
Poi venne MJ5, maschio adulto di 18 anni – lo stesso che nel marzo 2023 aveva aggredito Alessandro Cicolini, macchinista della Trento-Malé, fratello del sindaco di Rabbi – trovato morto il 10 ottobre di quell’anno in località Poie, nel comune di Bresimo, Val di Non.
Poi ci furono F32 e F104, due femmine adulte, uccise entrambe con un colpo d’arma da fuoco, entrambe tra le località Crocifisso e Prà del Conz, proprio sulla forestale dove morì Andrea Papi, nel comune di Caldés, in Val di Sole, rispettivamente il 15 marzo e il 18 settembre 2025 – per loro si parla apertamente di «vendetta». Infine: M119, giovane maschio tra 1 e 4 anni, ucciso, scuoiato, la pelle fatta trovare il 25 settembre 2025 in un parco giochi di Fondo, nel comune di Borgo d’Anaunia, Val di Non.
Sono cinque – forse sei, se si considera anche il caso di M44, trovato morto in un frutteto a Cis, Val di Non, per cui non ci sono notizie ufficiali – gli orsi eliminati di straforo in Trentino dopo la morte Andrea Papi. Non sempre si è giunti a processo. La stampa riporta notizie frammentarie. Quattro cacciatori scovati dalla forestale, uno che si sarebbe fregato da solo inviando foto della carcassa su una chat di WhatsApp.
Il 12 maggio la consigliera provinciale Lucia Coppola, di Alleanza verdi sinistra, ha sollevato il caso in Consiglio provinciale, parlando di «sfida alle istituzioni» e «giustizia sommaria». I giornali hanno fatto notare che nel caso di F36, le associazioni animaliste erano riuscite a opporsi all’archiviazione e portare alla sbarra due presunti bracconieri. Mentre la notizia della morte di F32 è stata resa nota dalla Provincia solo ad archiviazione avvenuta.
ULTIME NOTIZIE SULLA QUESTIONE DELL’ORSO IN TRENTINO
Fatti (solo fatti, non opinioni) occorsi tra il 1° aprile e il 15 maggio
Arriva il nuovo Statuto
Il Senato della Repubblica ha approvato in quarta lettura, con 129 sì e 48 astenuti, il ddl costituzionale sullo Statuto di autonomia del Trentino Alto-Adige. «La modifica del Titolo V del 2001 aveva creato competenze trasversali e sovrapposte con lo Stato, generando una conflittualità che minava gli standard stessi della più speciale delle autonomie», ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. I giornali scrivono che d’ora in poi, per il Trentino, la gestione della fauna selvatica sarà «competenza esclusiva» [14.5].
Gli allevatori sul piede di guerra
Al termine dell’assemblea della Federazione provinciale allevatori, molti soci allevatori hanno approfittato della presenza dei politici per protestare contro orsi e lupi. Renzo Pizzini, di Condino, Valle del Chiese, ha esclamato: «O loro o noi!», seguito a ruota da numerosi colleghi. Solo nel 2025, in Trentino, i lupi hanno «predato» (ucciso o ferito) 336 tra pecore e capre, 54 tra cavalli e asini, 34 vacche, 1 camelide, 13 cani e 1 animale di piccola corte (135 mila euro di danni). Gli orsi hanno predato (ucciso o ferito) 20 tra pecore e capre, 13 tra cavalli e asini, 5 mucche, 2 cani, 135 tra galline, oche e conigli (17 mila euro di danni al patrimonio zootecnico, cui andrebbero aggiunti quelli al patrimonio agricolo e apistico). Da ultimo, nell’aprile 2026, a Comano Terme, nelle Giudicarie, un lupo è riuscito a introdursi in un recinto e a ferire e uccidere 58 capi di bestiame in un colpo solo. Davanti agli allevatori furenti, il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha dichiarato: «Dobbiamo dirci le cose come stanno. Lasciando stare me, abbiamo due dirigenti provinciali indagati per l’abbattimento di un orso, a cui viene contestato non tanto l’abbattimento, ma che l’orso avrebbe sofferto durante l’abbattimento. Dopodiché quello che si può fare lo faremo, anche domattina». Anche il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, da poco iscritto al Pd, probabile candidato del centrosinistra alle prossime provinciali, è d’accordo: «Su questi temi la politica deve unirsi. Per me, quanto a questa questione, Fugatti è stato il mio e il nostro presidente» [29.4].
La Provincia continua a mettere cassonetti anti-orso ovunque
La Comunità della Vallagarina ha installato 30 gusci anti-orso attorno ai bidoni dell’organico nelle frazioni più in quota dei comuni di Avio, Brentonico, Isera e Villa Lagarina. Grazie ai cassonetti anti-orso le incursioni nei paesi sono radicalmente crollate. Nel 2023 si erano registrati 77 danni ai cassonetti pubblici e 14 ai composter domestici. Nel 2024 i casi erano rispettivamente 23 e 14. Nel 2025, solo 3 e 2 [12.5].
KJ1, il Consiglio di Stato dà ragione al Trentino
Il Consiglio di Stato, supremo organo della giustizia amministrativa, ha respinto il ricorso dell’Ente nazionale protezione animali contro la sentenza del Tar di Trento che aveva ritenuto legittimo il decreto di rimozione di KJ1. Il 16 luglio 2024 l’orsa KJ1, femmina di 22 anni, accompagnata da tre cuccioli, aveva ferito il turista francese Vivien Triffaux a Narcolo di Dro, Alto Garda. L’Ispra, Istituto superiore per la protezione animale, ne aveva raccomandato l’immediata rimozione. L’orsa era sta la frazione di Padaro, nel comune di Arco. Gli animalisti chiedevano 1,1 milioni di euro di danni. Durante il dibattimento la Provincia ha fatto notare che ogni volta che un KJ2 e JJ4, che avevano attaccato l’uomo e non erano state rimosse in tempi brevi, poi erano tornate ad attaccare: c’erano stati un nuovo ferito, Angelo Metlicovec, e un morto, Andrea Papi. I giudici hanno riconosciuto che l’esemplare era pericoloso e che, per garantire la sicurezza in tempi rapidi, non esistevano misure alternative all’abbattimento [13.5].
Anche questo mese, gli animalisti al Casteller
Ormai tutti i mesi gli attivisti di CentoPerCentoAnimalisti protestano fuori dal Casteller, a Trento sud, per chiedere la liberazione dell’orso M49. Nella notte tra il 20 e il 21 aprile hanno ricoperto di carta igienica il cancello della struttura, appeso manifesti e acceso fumogeni. Il 26 aprile in quattro sono tornati sul posto per affiggere uno striscione vicino alla Music Arena: sono stati subito identificati dalla Digos [27.4]. La Provincia ha minacciato di querelare la Lav, che aveva candidato Fugatti agli Animal Awards 2026 nella categoria «nemico degli animali», e la Bearsandothers, l’associazione trentina di Ornella Dorigatti e Marco Ianes, che lo aveva attaccato in un post su Facebook.
Altre cose
Tengono banco le peripezie di un maschio in dispersione avvistato tra l’altopiano d’Asiago e la Vigolana • Solo nel mese di aprile gli orsi hanno razziato un asino, quattro pollai, una dozzina di alveari • Il periodo maggio-giugno, per gli orsi, è la stagione degli amori.

