UN CARO AMICO … L’INVERNO

UN CARO AMICO … L’INVERNO

Ciao a tutti,

L’inverno é arrivato silenzioso e ci invita a rallentare perché… l’inverno arriva sempre in punta di piedi. Prima é più freddo al mattino, poi il cielo si fa limpido e infine la luce presto ci lascia. Molti lo vivono come una stagione difficile, silenziosa quasi sospesa eppure, proprio tra la sua calma candida, l’inverno custodisce una verità preziosa: è il tempo del rinnovamento impercettibile.

La natura sembra addormentata, ma non è mai così. Gli alberi ormai spogli, risparmiano le forze sotto la corteccia solo in apparenza addormentati e i semi riposano in attesa del momento esatto per germogliare.

In un mondo che corre, l’inverno ci offre un dono raro: la possibilità di rallentare senza sentirci in colpa. È il tempo delle tisane calde, delle passeggiate che scricchiolano sulla brina o su candida neve, lasciandoci il tempo di osservare una natura spettacolare!

Questo periodo ci invita anche a guardarci dentro con calma e posatezza per lasciare andare ciò che ci pesa e ci invita a scegliere tutto ciò che ci scalda davvero ľ anima.

Così, mentre l’inverno scivola silenzioso sulle nostre giornate noi, possiamo scegliere di viverlo non come una pausa obbligata, ma come un invito alla rinascita, proprio come ci insegna la natura. E allora viviamolo come un tempo per respirare più lentamente, per ascoltare ciò che spesso ignoriamo quando tutto è troppo veloce e ricco di esperienze fugaci perché nel cuore dell’inverno, se ci fermiamo un attimo e riflettiamo, potremmo scoprire che già stiamo lavorando per noi, preparandoci dolcemente con un amico… al prossimo inizio.

E ora una bellissima leggenda Trentina…

C’era una volta, …un piccolo regno tra le Dolomiti, governato da una bellissima Regina, Chiomadoro.

I suoi sudditi vivevano in pace, ma la Regina era disperata e ogni giorno si nascondeva a piangere in cima alla torre del castello infatti, non riusciva a dare alla luce una Principessa e si sa, un regno senza principesse è come un giardino senza fiori.

Un giorno una donna bussò alle porte del castello; la sua pelle era bianca come la neve e indossava un’armatura di ghiaccio fatato: sui suoi capelli d’argento scintillava una corona di stalattiti…era la Regina delle Nevi, che viveva sulle montagne della Marmolada, poco distante dal castello.

View to the south from Punta Rocca, Marmolada, Dolomites, Italy.

La Regina delle Nevi chiese di parlare con Chiomadoro e le disse. – “Perché ti disperi, mia cara? Ogni giorno l’eco del tuo pianto arriva fino al mio castello, tra i ghiacciai, non posso sopportare che una donna soffra così. Dimmi cosa ti è successo e farò tutto ciò che posso per aiutarti”. – Chiomadoro le racconto del suo desiderio di diventare madre – “Ora sto invecchiando e non ho ancora dato alla luce una bimba, che ne sarà del regno senza una Principessa? Quando morirò, sarà conquistato da qualche nobile senza scrupoli”.

Ah, che tragedia – “La Regina delle Nevi promise a Chiomadoro che l’avrebbe aiutata, tornò sulla Marmolada e fece ritorno al castello tre giorni dopo; tra le mani stringeva una piccola culla di ghiaccio. Al suo interno, riposava una minuscola bimba di neve. La Regina delle Nevi porse la culla a Chiomadoro dicendole di prendersi cura di quella bimba perchè, era la Principessa delle Nevi e doveva crescerla come una figlia amandola e la bimba l’avrebbe ricambiata, perché nelle sue vene correva sangue reale di quelle montagne e sarebbe diventata una buona Regina ma… le disse anche, che doveva fare attenzione che i raggi del sole non sfiorassero mai la Principessa della Neve altrimenti si sarebbe sciolta e neppure lei avrebbe potuto fare nulla per salvarla”.

Chiomadoro felice, prese la piccola e da quel giorno non fu più triste ma per non rischiare di perdere la sua piccola decise di invertire il giorno con la notte per tutto il suo regno. Fu cosi che da allora tutti si alzavano un’ora dopo il tramonto e andavano a dormire un’ora prima dell’alba e nessuno sarebbe uscito di casa. Tutti amavano la loro Regina e quindi obbedirono. Col passare del tempo però tutti diventarono molto tristi, pallidi e deboli.

Trascorsero gli anni e la Principessa della neve cresceva diventando una ragazza piena di energia e spirito. Il suo cuore non era di ghiaccio e lei era preoccupata per gli abitanti del regno perché li vedeva ogni giorno più tristi e non capiva il perché.

Decise cosi di chiederlo alla Regina Chiomadoro, sua madre; ma la regina non rispose.

Così la Principessa scappò dal castello e raggiunse una grotta dove viveva la strega della montagna e anche a lei fece la stessa domanda: la strega guardando nel suo paiolo magico rispose. – “Sento odore di maledizione ma non viene da uno stregone, l’ha lanciato la Regina quella che tu chiami mammina, quando il sole sorgerà, apri le finestre e resta là. La maledizione si scioglierà e la gioia ritornerà.”

La Principessa così fece, ritornò a palazzo e aspetto l’alba che la investì con la sua luce rosata e il corpo di neve della Principessa cominciò a sciogliersi, le sue guance erano rigate di lacrime ma non era tristezza, era il ghiaccio dei suoi capelli che si scioglievano alla luce calda del sole. Da lontano vide tutti gli abitanti del regno uscire con i loro bambini e correre nei campi felici e allora capì che per proteggerla la mamma aveva invertito il giorno con la notte e fu felice di sciogliersi per far la gioia del suo popolo.

Il sole, il vento e le nuvole però ebbero pietà di lei – “Non possiamo lasciare che si sciolga così” – Allora le Nuvole fabbricarono un castello per proteggerla dai raggi del sole; il Vento soffiò e la portò in alto nei cieli e la posò in quel nuovo castello dove, gli abitanti dei cieli adottarono la Principessa che da quel giorno visse con loro come una sorella.

Si dice che sia ancora lì, nel suo castello tra le nuvole e solo d’inverno torna sulla terra per trovare sua madre; allora il cielo si copre e la neve ammanta le montagne, per impedire alla Principessa di sciogliersi.

Questa bellissima leggenda ha incantato voi come ha incantato me?

E allora con gli occhi chiusi immaginate questo bellissimo castello immerso nella candida neve dove mamma e figlia finalmente si ritrovano.

“Ha nevicato tutta la notte e albeggia la terra immacolata.

Chi potrebbe dire che sotto il manto prepara il suo verde la primavera.

Se la purezza esiste,

quanto è simile alla neve:

foglio bianco steso sul mondo

per dimostrare che niente rimane”.

Nicoletta Moretti