Ladini, sport e salute

Ladini, sport e salute

Case di Comunità, nonesi ladini ed Olimpiadi: sono tanti i temi in agenda per questo inizio di nuovo anno che per le nostre valli si annuncia ricco di opportunità, da cogliere e valorizzare … anche in prospettiva.

Le Case di Comunità (in sigla Cdc) sono di stretta attualità dopo l’inaugurazione il 23 dicembre 2025 di quella di Malè e il 19 gennaio scorso di quella di Mezzolombardo. In Trentino ne sono previste 10, una anche a Cles in costruzione nell’ex caserma dei Vigili del Fuoco in via Diaz, L’apertura non è ancora calendarizzata, forse in autunno.

Lo scopo di queste strutture, secondo il piano di riforma nazionale, è potenziare l’assistenza territoriale e ridurre una delle emergenze della nostra sanità: gli accessi immotivati ai Pronto soccorso che intasano il lavoro e drenano risorse umane ed economiche che servirebbero meglio altrove.

La società è cambiata, la popolazione è più anziana, spesso più fragile e sola, le famiglie hanno assetti diversi e questo richiede di superare gli attuali modelli organizzativi. Per stare al passo dei tempi – hanno detto a più voci i responsabili della Sanità trentina – è necessario cambiare il modello organizzativo sia per i professionisti sia per i cittadini.

Le Case di comunità nascono per accompagnare le persone, aiutarle a interpretare i propri bisogni di salute e indirizzarle verso le risposte più appropriate, anche attraverso strumenti come i Punti Unici di Accesso.

Speriamo che sia davvero così … considerata l’endemica carenza di personale sanitario nelle strutture di valle, la frammentazione del territorio e l’aumento di bisogno di assistenza a causa del progressivo invecchiamento della popolazione.

Dei ladini nonesi se ne parla da decenni ma finora nessun riconoscimento ufficiale anche se in tre censimenti generali della popolazione (2001, 2011 e 2021) in valle di Non la percentuale dei residenti che si sono dichiarati ladini è stata superiore a quanto fissato dalla legislazione nazionale. Adesso qualcosa si sta muovendo a livello istituzionale.

Con l’entrata in vigore il primo gennaio scorso della legge che ha approvato il bilancio dello Stato per il 2026, ha assunto pieno vigore normativo l’articolo che riconosce la comunità linguistica ladino retica della Val di Non e stanzia centomila Euro in favore della Comunità di Valle.

Questa somma, suddivisa in due annualità è a sostegno delle attività di studio per dare una adeguata strumentazione normativa alla attuazione della legge, e per il potenziamento delle iniziative a sostegno del gruppo linguistico, comprese quelle relative alla realizzazione “dell’Istituto Anaune di cultura ladino retica”.

A portare l’istanza in Parlamento è stato il senatore trentino Pietro Patton (gruppo per le Autonomie) che ha raccolto le sollecitazioni arrivati da vari settori della valle tra cui l’associazione culturale Rezia guidata e sostenuta da Caterina Dominici.

Valorizzare il noneso come lingua ladino-retica è anche uno degli obiettivi del nostro mensile che fin dal primo numero ha inserito nella foliazione una pagina. “Il Melo”, con la sua capillare diffusione porta a porta, ha dato un importante supporto all’esito positivo del censimento linguistico del 2021 che ha registrato più di settemila ladini in Valle di Non, sei mila in val di Fassa e poco meno di mille in val di Sole.

Adesso la palla passa alla Comunità di valle, vedremo con quali sviluppi e con quali risultati: occasione da non perdere!

Febbraio è il mese delle Olimpiadi e marzo delle Paraolimpiadi, massimi eventi mondiali dello sport invernale che vede in vetrina il Trentino dove si assegneranno un terzo di tutte le medaglie. In gara ci sono anche atleti delle nostre valli: a tutti loro il più cordiale augurio de “Il Melo”.

Giacomo Eccher