Le zecche in Trentino: ecologia, patogeni e strategie di monitoraggio

Le zecche in Trentino: ecologia, patogeni e strategie di monitoraggio

Con l’arrivo della bella stagione aumentano le attività all’aperto, questo ci espone al rischio di morso delle zecche. La responsabile dell’unità di ecologica applicata della Fondazione Edmund Mach (FEM) Annapaola Rizzoli ci ha aggiornato sul lavoro del gruppo* che coordina.

Identikit e ciclo biologico del parassita

Le zecche sono piccoli artropodi parassiti appartenenti alla classe degli Aracnidi. Delle circa 40 specie segnalate in Italia, una decina è presente in Provincia di Trento. La più diffusa e rilevante dal punto di vista sanitario è la zecca dei boschi (Ixodes ricinus). Questo parassita si distribuisce dal fondovalle fino a quote di 1400-1600 m s.l.m., occupando stabilmente ambienti forestali, zone di transizione (ecotoni) e aree incolte. I cambiamenti climatici e le nuove modalità di gestione del territorio ne stanno favorendo l’espansione altitudinale e latitudinale.

Trattandosi di un parassita ematofago, la zecca necessita di pasti di sangue per completare il proprio ciclo vitale, che dura da 1 a 3 anni e si articola in quattro fasi: uovo, larva, ninfa e adulto. Il ciclo coinvolge oltre 300 specie di ospiti (rettili, uccelli e mammiferi). Larve e ninfe restano a livello del suolo in attesa di piccoli animali o roditori. Gli adulti prediligono ospiti di media e grossa taglia. Si arrampicano sulla vegetazione fino a 60-80 cm. e si aggrappano all’ospite intercettandolo tramite stimoli chemio-olfattivi. In questa fase, solo la femmina compie il pasto di sangue (7-9 giorni), per poi deporre migliaia di uova al suolo e morire.

L’attività di ricerca degli ospiti e quindi di potenziale pericolo di morso, si concentra generalmente tra marzo e ottobre, condizionata da temperatura, disponibilità di ospiti e da un’umidità relativa superiore al 70%. Si registra un picco principale in tarda primavera (maggio-giugno) e, talvolta, un secondo picco minore in autunno (settembre-ottobre). Tuttavia a causa del cambiamento climatico, l’attività può durare anche tutto l’anno.

Il monitoraggio scientifico della FEM

La capacità di prevedere la diffusione di questi vettori è complessa. Per colmare le lacune ecologiche e sanitarie in contesto alpino, la Fondazione Edmund Mach (FEM) adotta un approccio multidisciplinare basato su monitoraggi sul campo, analisi di laboratorio e modelli previsionali.

Il monitoraggio sul territorio

Il metodo principale è quello della coperta strisciata che consiste nel trascinare lentamente un panno di flanella o cotone bianco sulla vegetazione erbacea lungo transetti definiti. Gli operatori ispezionano periodicamente il panno per raccogliere i parassiti, stimandone la densità. Viene inoltre effettuato un campionamento sugli ospiti attraverso l’ispezione diretta degli animali selvatici o domestici per calcolare il carico parassitario (numero di zecche per ospite).

Sorveglianza partecipata: il progetto ZeccApp

Per sopperire alla mancanza di strumenti digitali nazionali, nel 2025 è nata “ZeccApp” un’applicazione per iOS e Android sviluppata dalla Fondazione Mach in un’ottica di citizen science (www.zeccapp.it). L’app consente ai cittadini di inviare immagini georeferenziate sulle zecche avvistate o rimosse, insieme ad altre informazioni relative alle circostanze di incontro con questi animali. Dopo la validazione degli esperti FEM, le segnalazioni alimentano una mappa interattiva pubblica, trasformando il contributo del singolo in uno strumento collettivo di sorveglianza epidemiologica.

Analisi di laboratorio e dati di prevalenza in Trentino

Presso i laboratori della Fondazione Mach, gli acidi nucleici (DNA o RNA) delle zecche vengono estratti e analizzati tramite tecniche di biologia molecolare (PCR, RT-PCR, elettroforesi e sequenziamento) per individuare i patogeni circolanti.

I dati epidemiologici emersi in Trentino hanno permesso di evidenziare una prevalenza media di infezioni batteriche e protozoarie del 27,1% nelle zecche analizzate. Tra i più diffusi agenti patogeni identificati figurano Borrelia burgdorferi s.l. (agente della malattia di Lyme), Rickettsia spp., Anaplasma phagocytophilum e Babesia spp… Inoltre, co-infezioni da più patogeni contemporaneamente sono state identificate nell’8% dei campioni positivi.

Per quanto riguarda il virus dell’encefalite da zecca (TBEV), pur mantenendo una prevalenza storica provinciale bassa (circa lo 0,17% delle zecche risulta infetto), studi recenti hanno individuato nuovi focolai di circolazione. Nel comune di Canal San Bovo, nel 2022, è stata riscontrata una prevalenza del 4,6% nelle zecche adulte e dell’1,1% nelle ninfe. Le analisi filogenetiche indicano la circolazione del sottotipo europeo del virus, con variazioni genetiche tra il Trentino orientale e quello occidentale.

Analisi modellistiche e intelligenza artificiale

I dati raccolti alimentano modelli statistici predittivi basati su algoritmi di intelligenza artificiale, volti a stimare il rischio di comparsa di casi umani di TBE. Integrando variabili epidemiologiche, climatiche e ambientali, i modelli sinora sviluppati hanno evidenziato che la sopravvivenza e l’attività delle zecche sono favorite da rapidi cali termici autunnali ed elevate precipitazioni estive. È stata inoltre dimostrata una correlazione indiretta con la produzione di polline di specie forestali come il faggio, il carpino nero e la quercia. Grandi quantità di polline determinano una forte produzione di semi; questa aumenta la densità di roditori (ospiti delle larve) e, di conseguenza, può comportare un aumento dei casi di TBE a distanza di due anni.

Linee guida per la prevenzione e il controllo

La prevenzione si articola su una sorveglianza integrata (entomologica, ecologica e medica) e su comportamenti individuali consapevoli.

Come ridurre il rischio di morso

u indossare abiti coprenti e di colore chiaro

(per individuare facilmente il parassita);

u utilizzare scarpe chiuse e repellenti specifici per insetti/zecche;

u camminare al centro dei sentieri, evitando il contatto diretto con erba alta e cespugli;

u ispezionare minuziosamente corpo e indumenti

(nonché gli animali domestici) al rientro dalle escursioni.

Cosa fare in caso di morso

Rimozione immediata del parassita utilizzando una pinzetta a punta sottile ed esercitando una trazione costante e delicata.

Cosa evitare

Non applicare mai sostanze come olio, alcool, benzina o smalto, per evitare che la zecca rigurgiti saliva potenzialmente infetta.

Monitoraggio

Disinfettare l’area e osservarla per almeno 30 giorni. L’incubazione può tuttavia essere anche molto più lunga. In caso di sintomi parainfluenzali (febbre, dolori soprattutto alla testa) o della comparsa di un arrossamento circolare che tende a espandersi (eritema migrante), consultare subito un medico.

Profilassi e terapie

Encefalite da zecca (TBE): dal 2018 la vaccinazione contro la TBE è offerta gratuitamente da ASUIT ai residenti nella Provincia Autonoma di Trento.

Malattia di Lyme: non esiste un vaccino, ma l’infezione batterica viene efficacemente contrastata tramite una tempestiva terapia antibiotica mirata.

Per ulteriori approfondimenti e aggiornamenti medico-sanitari, è possibile consultare il portale ufficiale dell’Azienda Sanitaria Trentina:

([https://www.asuit.tn.it/](https://www.asuit.tn.it/)

*Gruppo: Valentina Tagliapietra, Daniele Arnoldi, Daniele Andreis, Carmela Di Santo, Francesca Dagostin, Daniele Da Re, Giulia Ferrari, Desta Gebre Gebremedhin, Giovanni Marini, Fausta Rosso, Stefano Corradini.

Michele Odorizzi