‘LA FAMIGLIA BERTOLDI DI CASEZ E CLES’ Un’origine molto remota, diversi rami, e un celebre imparentamento

‘LA FAMIGLIA BERTOLDI DI CASEZ E CLES’ Un’origine molto remota, diversi rami, e un celebre imparentamento

Il cognome Bertoldi risulta abbastanza diffuso in Trentino, ma è tipico delle valli del Noce ed è un chiaro patronimico, dal nome del primo capostipite Bertoldo. Accanto a questa forma, ce ne sono altre, di derivazione sempre dallo stesso nome proprio, ma diminuito o variato, quali Bertoli, Bartoli, Bertolini, Bartolini, ma anche Toldo e Toldini. Le famiglie omonime più note furono poi i Bertoldi di Caldes e i Bertoldi, ramo dei signori di Denno.

Partiamo quindi dall’origine remota dei Bertoldi in questione, perché ciò ci permette pure di individuare diverse famiglie probabili ‘parenti’ tra loro: l’ipotesi più accreditata, anche in ricerche recenti, è quella secondo cui un’antichissima stirpe denominata ‘Da Piano’, da una frazione di Sanzeno, con tutta probabilità ramo degli antichi signori di Pergine, occupò la zona omonima, nelle vicinanze di Sanzeno e precisamente fu proprietaria terriera ed infeudata lì di alcuni castelli poi distrutti, uno ad es. sul vicino dosso di ‘Tamazzolo’, da cui probabilmente anche il cognome Tomazzolli. La prova principale di tale origine sarebbe data da diritti documentati, che gli stessi signori di Pergine vantavano in questa zona e anche dai nomi dei personaggi qui insediati, comuni a quelli degli stessi Da Pergine, in primis quello di Desiderato, che diede origine all’omonima famiglia notarile dei ‘De Desideratis’ di Coredo. Per i Bertoldi è importante il ripetersi anche del nome di ‘Bonadomano’, un antico nome medioevale di buon augurio ed auspicio, con alla radice ‘Bono’, altro nome diffuso nel Medioevo.

Seguendo le tracce di tale linea, evidenziamo in primis un forte legame con la zona di Romeno, poco più su di Piano e Sanzeno, ma molto vicina a Salter, altro villaggio di quasi esclusiva proprietà antica della famiglia, tanto che sul portale dell’attuale chiesa del paese, in un antichissimo e suggestivo scudo del XV secolo, vi è proprio lo stemma vescovile comune ai Bonadiman e Bertoldi, cioè un leone rampante con palma.

Poco distante, c’è la suggestiva chiesa di san Bartolomeo (Tomeo), annessa ad un antico maso-ospizio e sede in origine anche di una comunità di frati, dove nel 1266 compaiono un Odorico ‘De Piano’ e il figlio Desiderato e pochi anni dopo, nel 1278, un Bonadomano, come ‘conversus’, cioè fattosi frate da adulto (quindi potendo avere discendenza), all’interno appunto dell’ospizio di san Tomeo; quindi, nel 1372 altro Bonadomano, il cui figlio Matteo è procuratore scelto, in una certa questione. È però nel 1442 che, finalmente, compare il capostipite sicuro della famiglia, ovvero Bonadimano, il cui figlio Bertoldo originerà proprio tutti i Bonadiman e Bertoldi successivi che, di fatti, hanno stemmi quasi uguali (col leone, comune proprio anche ai signori di Pergine e loro discendenti, ad es. la famiglia Abriani di Padova e Vicenza), almeno fino ad un certo punto. Ad esempio ad un ramo Bonadiman, chiamato ‘Man’ è concesso lo stemma con una mano appalmata (quindi ‘parlante’). I Bertoldi attuali e i von Berchtold austriaci, derivano poi tutti da un notaio Stefano fu ser Andrea fu ser Bertoldo Bonadiman, che roga atti soprattutto dal 1510 al 1530 e anche nel primo ‘catalogo dei nobili gentili’ delle valli del 1529, sicuramente dimorante nell’elegante palazzotto con stemma di famiglia sul portale, in cima al caratteristico ‘pont’ delle case nonese e che si erge tutt’oggi sulla piazza di Casez, dal lato opposto rispetto al castelletto dei Concini/Marinelli. Allo stesso personaggio, fu concesso nel 1527 dal cardinale Clesio, uno stemma leggermente diverso dall’antico (leone con spada), cioè un leone reggente una palma, simbolo di pace, in quanto, a dire del diploma stesso, ser Stefano durante la guerra rustica del 1525 svolse ruoli di mediatore e paciere. Un suo figlio, Cristoforo, ottenne poi la nobiltà imperiale nel 1556, con l’aggiunta al leone dello stemma di uno scudo sulla sinistra, oltre alla spada nella destra.

Da qui, un ramo si spostò poi a Cles ed ottenne ulteriore miglioramento dello stemma nel 1760, con aggiunta di un albero ed un orso, oltre al leone dello stemma antico e questo blasone si ritrova sul portale del palazzo di questo ramo della famiglia, appunto nel capoluogo anaune, prospiciente la piazzetta appena a nord est dell’attuale piazza Granda. Dei Bertoldi anauni, fecero parte quindi numerosi notai e sacerdoti, come in molte altre famiglie nobili. La scoperta più piacevole e lusinghiera è però, anche qui come per altre famiglie (vedi i Dalpiaz, già trattati), di aver espresso rami, che fecero grande fortuna nell’Impero Asburgico di secoli fa. Infatti, Giovanni Battista, un nipote del primo Stefano Bertoldi, risulta nel 1573 e poi 1587 capitano del castello di Kaiserebersdorf e consigliere degli imperatori Massimiliano II e Rodolfo II. I suoi figli, Maximilian e Johann Baptist, furono investiti della signoria e del castello di Sachsengang, vicino a Vienna, mentre uno dei nipoti, Jakob, comperò la signoria di Ungarschitz, nella Moravia meridionale, poco distante dal confine austriaco, ottenendo nel 1627 la dignità di cavaliere e uno stemma inquartato, rispetto a quello antico e poi nel 1633 il titolo di barone. Nel 1701 divennero conti, con lo stesso stemma e altre signorie e castelli, sia in Boemia, che in Austria.

Il più importante personaggio di questo ramo fu Leopold Von Berchtold (1863-1942), ministro degli esteri dell’Impero sotto Francesco Giuseppe e fino allo scoppio della I Guerra Mondiale, di cui si ritiene in gran parte l’artefice e morì nella sua tenuta in Ungheria. Interessante è anche il ramo detto ‘von Sonnenburg’, dal nome di un castello vicino a Salisburgo, che rimase col titolo baronale: di esso fece parte Johann Baptist Franz (1736-1801), che divenne nientemeno che cognato del grande W.A. Mozart, sposandone il 23 agosto 1784 la sorella Anna Maria, da cui ebbe due femmine e un maschio, Leopold Alois Pantaleon, il quale ebbe nel 1822 un solo figlio maschio Cesar August e così si estinse anche questo ramo della famiglia.

Paolo Turri