Gianmario Finadri: Il Maestro che ridava luce all’Arte e speranza agli ultimi

Gianmario Finadri: Il Maestro che ridava luce all’Arte e speranza agli ultimi

Dalle valli del Noce del nostro Trentino alle meraviglie di Salvador de Bahia, la vita di un uomo che ha fatto del restauro una missione d’amore e di riscatto sociale.

Il 18 settembre 2023, a Salvador de Bahia, si è spento Gianmario Finadri, all’età di settant’anni.

Con lui non scompare solo un restauratore di fama internazionale, ma un “Maestro” nel senso più profondo della tradizione rinascimentale italiana: un uomo che non ha solo conservato la materia dell’arte, ma ne ha trasmesso l’anima.

Un cammino tra eccellenza e umiltà

Originario di Dercolo, nella Bassa Val di Non, Gianmario era il quarto di una famiglia numerosa e semplice. Questa umiltà delle radici è rimasta la sua cifra distintiva per tutta la vita, nonostante una carriera che lo ha portato a dialogare con i grandi tesori dell’umanità. Dopo la scuola primaria, frequentò la scuola media al collegio Sacro Cuore a Trento e subito dopo l’Istituto d’Arte Alessandro Vittoria dove ottenne il Diploma. Si iscrisse poi all’Università Cattolica a Milano facoltà di Filosofia, dove studiò per tre anni, poi la formazione d’eccellenza a Firenze, sotto la guida del Professor Edo Masini (direttore tecnico dell’Opificio delle Pietre Dure e restauratore del Crocefisso di Cimabue), Gianmario ha costruito un percorso professionale di rarissimo spessore. Per oltre 25 anni, dal suo atelier di Mezzolombardo, ha ridato vita a capolavori in tutto il Nord Italia, collaborando con le Soprintendenze di Trento, Bolzano, Milano e Torino.

Gianmario era innamorato del proprio lavoro, egli amava profondamente l’arte, Operò in moltissimi luoghi della nostra Regione, sia in Trentino che in Sudtirolo. Collaborò per le pubblicazioni curate da Silvia Spada Pintarelli: per i bozzetti di Martin Knoller per la Chiesa abbaziale di Gries a Bolzano, con il Museo Mercantile di Bolzano nel 1998 e a Castel Taufers a Campo Tures per la catalogazione di serie di dipinti.

L’attività di Gianmario, in particolare in quegli anni si svolse nelle valli di Sole, Valli di Non. Egli seppe far rinascere con maestria, opere di vario genere, dalle opere pittoriche su tela, agli affreschi in particolare dei pittori erranti come i Baschenis a Pejo sulla parete del campanile facendo rinascere il Bel San Cristoforo, come a Dasindo, Villa di Bleggio e Santa Croce.

Uno dei più significativi restauri fu quello di Castel Valer in collaborazione con il Fai, egli aveva un ottimo rapporto con il Conte Ulrico Spaur, nel castello restaurò l’intera Quadreria oltre ad affreschi, marmi e altari lignei.

A Cusiano nella bella Chiesa di Santa Maria Maddalena, a Rumo e in altre chiese della nostra val di Non come a Castelfondo, a Cles, a Caltron, Maiano, Dres e Seio. Altre importanti opere, furono quelle eseguite per conto della Provincia Autonoma di Trento al Castello del Buonconsiglio per il restauro degli affreschi di Marcello Fogolino nella Cantina Clesiana, restaurò poi la Quadreria di Castel Thun, a palazzo Trentini sede del Consiglio provinciale a Trento e nella cappella di San Ruperto a Villa Lagarina su affreschi su lastre di rame, oltre a Castel Beseno, Tione, Sarche e Predazzo.

Anche ad Ala lavorò a Palazzo Pizzini, una villa ad Arese (Lecco), la serie di cappelle a Bardonecchia.

Per il FAI al Castello di Avio eseguì uno dei più importanti restauri nella Sala dell’Amore e nella Sala delle Guardie e a Palazzo Libera ad Avio. Dal Ministero degli esteri italiano fu poi incaricato di alcune importanti missioni in Cina, dove Gianmario ha saputo farsi valere svolgendo con competenza gli incarichi avuti e le ricerche sulle antiche tombe delle dinastie Tang e Han nella città di Xi’an.

Museo della storia dello Shaanxi

Per quanto riguarda l’Italia, in varie città come Napoli, Roma, Venezia, Rovigo, Parma, Caserta, dove si occupò di catalogazione delle collezioni di dipinti, ricerche diagnostiche con riflettografica a raggi infrarossi, U.V. e stratigrafie nonché a numerose pubblicazioni.

Dopo oltre venticinque anni di lavoro in Italia, nel 2010 Gianmario Finadri assieme alla consorte Lilia Cesa decise di trasferirsi in Brasile ed ottenne l’incarico di restaurare la Basilica, tesoro Unesco, di Salvador de Bahia.

Dalla Cina al Brasile: un’eredità globale

La sua competenza non ha conosciuto confini. È passato dallo studio delle mummie egiziane a Venezia e Rovigo, ai rilievi tecnologici nelle tombe in Cina. Ma è in Brasile, a Salvador de Bahia, che la sua opera ha raggiunto il vertice umano e artistico. Il restauro della Sacrestia della Cattedrale della Trasfigurazione, inaugurato nel gennaio 2023, è stato il suo ultimo grande dono. Un intervento definito “straordinario” dalle autorità diplomatiche, che dalle ricerche condotte dal Maestro restauratore, Gianmario Finadri ha permesso di riscoprire l’origine italiana di opere del XVII secolo che si credevano perdute.  Si tratta di una pittura ad olio su tela raffigurante la Vergine Maria e di sedici dipinti ad olio su rame con scene della Vita di Maria.

Un grande onore, fu l’omaggio del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, quando nel settembre 2024, nel suo viaggio istituzionale in Brasile visitò la Basilica congratulandosi con le autorità e con il Cardinale Don Sergio da Rocha e il Sovrintendente dell’Istituto del Patrimonio Storico ed Artistico Nazionale per questo grande restauro di Gianmario.

Il “Maestro” dei ragazzi delle favelas

Ma il vero capolavoro di Gianmario non è fatto di tela o di marmo. Negli ultimi tredici anni di vita, ha scelto di dedicarsi ai giovani delle favelas brasiliane. Pur non avendo figli biologici, è stato un padre per moltissimi ragazzi, insegnando loro l’arte del restauro per offrire un’alternativa di vita, di dignità e di bellezza. Ha insegnato loro la “massima” di Cennino Cennini: Amore, timore, ubbidienza e perseveranza. Ha continuato a lavorare con i suoi allievi fino agli ultimi giorni, combattendo con coraggio contro la malattia, senza giammai perdere la voglia di trasmettere il suo sapere. Gianmario lascia un vuoto incolmabile nei suoi familiari, nei suoi collaboratori e nei moltissimi amici sparsi per il mondo. Per tutti coloro che lo hanno conosciuto, apprezzato ed amato nella sua operosa vita, in particolare per la nostra Regione Trentino e Sudtirolo, è stata una grande perdita!   

Il fratello Ruggero Finadri

Paolo Turri