Il completamento delle ciclabili è fondamentale per lo sviluppo turistico
La storia insegna che quando ci si trova difronte a scadenze, anche ravvicinate, si riesce a dare il meglio di sé stessi. Ne abbiamo avuto la prova anche di recente, visto l’ottimo risultato ottenuto in occasione delle Olimpiadi invernali. Mi riferisco naturalmente ai lavori per predisporre le infrastrutture che nonostante uno scetticismo classico italiano, sono invece state realizzate in tempo e con riscontri positivi. Tutto questo ha dato un’ottima visibilità al nostro paese ed in particolare alle zone interessate dall’evento.
La nostra valle può contare su eccellenze in molti settori ed ora abbiamo la possibilità, grazie
all’evento dei Super Mondiali di Ciclismo del 2031, di raccogliere una nuova sfida, cioè quella di migliorare la proposta turistica recuperando il gap accumulato rispetto alle altre valli trentine. I dati dimostrano che poter disporre di un’offerta turistica competitiva, permette una ricaduta positiva anche in tutti gli altri settori economici e quindi migliora anche il benessere dei cittadini.
Questa opportunità dev’essere assolutamente colta perché chissà quando si presenterà una simile occasione, per questo motivo “IL MELO” ha deciso di approfondire il tema facendo il punto della situazione.
A seguire troverete i punti di vista di due Amministratori Pubblici direttamente coinvolti sul tema, il parere dei responsabili di alcuni settori economici e di un operatore turistico locale.
Nelle due pagine successive il Direttore Giacomo Eccher ha ben riassunto quali sono le opere da completare evidenziando i punti critici da risolvere.
Personalmente ritengo che abbiamo tutte le carte in regola per fare bene, serve determinazione e concretezza, caratteristiche notoriamente riscontrabili nella popolazione nonesa e solandra.
Paolo Leonardi
Martin Slaifer Ziller, Presidente della Comunità Val di Non
“Finalmente si parte con le progettazioni definitive. Il 2031 è il termine ultimo condiviso con la Provincia per il completamento della ciclabile Tonale – valle dell’Adige, ci stiamo lavorando e non c’è tempo da perdere”.
Così il presidente della Comunità val di Non, Martin Slaifer Ziller risponde alle perplessità che rallentano l’iter della tratta ciclabile Cles – Santa Giustina nel comune di Ville d’Anaunia.
“Stiamo ragionando su alcune modifiche chieste dal Comune e la settimana scorsa c’è stato un sopralluogo puntuale con il progettista. Facciamo il possibile ma qualche criticità ci sarà sempre in un progetto così articolato e complesso. Non dico che le osservazioni sollevate siano sbagliate, ma se aspettiamo di accontentare tutti non se ne farà mai nulla. Il progetto perfetto non esiste, faremo il meglio possibile e si va avanti” – afferma il presidente evitando di farsi trascinare in polemiche sulla stampa.
Come ricorda Slaifer Ziller, già nel 2021 la Comunità Val di Non su delega provinciale, aveva avviato la progettazione della tratta Cles – Santa Giustina compreso il ponte sul Noce a valle della omonima diga per arrivava sulla sponda di Dermulo, Predaia. “Con il Comune di Ville d’Anaunia – spiega – c’era stato un confronto risolto in un accordo con l’allora commissario della Comunità Silvano Dominici. Su quella base è ripartita la nuova progettazione. è tempo di tirare le conclusioni perché non è possibile sempre ripartire daccapo. É dal 2021 che si parla di questa ciclabile. Se continuiamo a discutere senza mettere in campo azioni concrete (magari in parte forse non ottimali), arriveremo al 2030 con un nulla di fatto”.
“La pista ciclopedonale più pericolosa – conclude Slaifer Ziller – è quella che non c’è. Con questa affermazione voglio stimolare tutti ad un ragionamento concreto, costruttivo e orientato al territorio, riproponendo una celebre frase di Maria Teresa di Calcutta: Chi salva una vita, salva il mondo intero”.
Intanto si studia anche la fattibilità – e l’elaborato di massima è atteso entro la fine marzo 2026 – per la tratta Dermulo – Santa Giustina – Plaze poi la Comunità farà il bando per la progettazione definitiva, sempre su delega provinciale, per il collegamento con l’Alta valle di Non.
Fausto Pallaver, Sindaco di Ville d’Anaunia
Il 30 gennaio scorso come d’accordo– ci dice il sindaco Fausto Pallaver – il Comune di Ville d’Anaunia ha trasmesso alla Comunità di Valle le osservazioni al progetto di ciclabile, aspettiamo risposta … poi decideremo. Come? Dipende da come verranno risolte le criticità sollevate che sono essenzialmente tre: 1) è necessario bypassare la piazza di Tassullo e su questo abbiamo indicato un’alternativa; 2) rivedere il transito a Pavillo; 3) il passaggio lungo la SP verso la stazione ferroviaria e anche su questo un’alternativa si può trovare.
Ma il nodo principale, che abbiamo sviscerato ed affrontato in assemblee e serate molto partecipate (un paio anche con i rappresentanti della Comunità di valle) è sapere come saranno classificati i 10 km di percorso previsti su strade agricole ed inter-poderali esistenti. Su questo attendiamo una risposta chiara e convincente.
Gianni Battaiola, presidente Asat
Il completamento del collegamento ciclabile tra Val di Non, Val di Sole e Val d’Adige è una scelta strategica per il futuro turistico del Trentino.
Le piste ciclabili rappresentano oggi una delle infrastrutture più rilevanti per il turismo europeo. Il cicloturismo è in costante crescita, genera presenze da marzo a novembre e produce ricadute economiche diffuse su ricettività, ristorazione, servizi e commercio locale. Una rete continua e riconoscibile consente di costruire un prodotto territoriale competitivo, capace di attrarre visitatori italiani e stranieri.
Collegare in modo organico le tre valli significa creare un percorso unitario, valorizzando paesaggio, borghi e produzioni tipiche. Fondamentale è puntare su tratti dedicati e separati dal traffico, così da garantire sicurezza, qualità dell’esperienza e standard adeguati alle aspettative del mercato internazionale.
In vista dei Mondiali del 2031, completare le opere mancanti non è un costo ma un investimento strategico: un’infrastruttura duratura che rafforza mobilità sostenibile, competitività turistica ed economia locale.
Andrea De Zordo, Presidente degli Artigiani Trentini e della Camera di Commercio di Trento
Il Trentino nel 2031 ospiterà i Mondiali di Ciclismo, direi che un evento di tale portata potrebbe davvero portare in dote il completamento del collegamento delle Valli di Non e Sole con la Val d’Adige. Sia chiaro: sono consapevole del fatto che per molti le piste ciclabili possono sembrare uno spreco di soldi, allo stesso tempo però per molti altri esse rappresentano un’occasione di mobilità alternativa e sostenibile. È indubbio che debbano essere progettate e realizzate cum grano salis, ovvero rispondendo a standard di sicurezza, qualità e fruibilità e non buttati a caso tanto per rispettare percentuali e normative. Sia in ambito urbano o extraurbano questi percorsi sono volti a promuovere e incoraggiare l’uso della bicicletta in alternativa all’auto, favorendo così il decongestionamento del traffico e il miglioramento della qualità dell’aria. Inoltre, sono progettati e realizzati con finalità ricreative e turistiche: molto spesso, soprattutto in ambienti rurali, questi percorsi e itinerari collegano tra loro diversi punti di interesse (beni storici, naturalistici o culturali) e rappresentano un’importante occasione di sviluppo anche economico. Le ciclabili, se ben progettate e realizzate, creano posti di lavoro: ciclofficine, punti di ristoro, strutture di accoglienza, guide, i turisti in bicicletta, così come tutti gli altri turisti, si fermano, mangiano, visitano, pernottano. In più, è un tipo di turista meno invasivo e più attento e curioso rispetto alle peculiarità dei luoghi che attraversa.
Elisa Inama, albergatrice/ristoratrice della Valle di Non
Quanto dista la ciclabile dalla struttura? È una delle domande più ricorrenti nella mia quotidianità di albergatrice/ristoratrice. Il cicloturismo in Trentino Alto Adige è in continua crescita. Del turismo esperienziale è una declinazione importante. Permette infatti di godersi il viaggio rallentando, visitando borghi, castelli, piccole realtà locali, diventando un tramite tra interessi e attività turistiche variegate.
La possibilità di collegare le ciclabili Val d’Adige, Val di Sole e Val di Non è funzionale per garantire la sicurezza degli spostamenti (provincia.tn.it/News/Approfondimenti/Ciclovia-Valle-di-Non si legge infatti di attraversamenti promiscui e prudenza) e per favorire la mobilità dolce, sia quella turistica sia quella cittadina quotidiana.
Il discorso, inoltre, tocca questioni come l’ampliamento del trasporto pubblico, gli incentivi per la realizzazione di infrastrutture attrezzate per garantire servizi lungo il percorso e operatori preparati. Si mettono in rete dunque comunità, si valorizzano patrimoni turistici e ambientali. Le opere devono portare eco- benessere per garantire appieno la sostenibilità in una cornice di sostenibilità (il grande concetto di coerenza).
Nel 2031 ci saranno i Super Mondiali di Ciclismo in Trentino, definendo una data entro cui realizzare questi passaggi sostanziali. Collegare la meravigliosa varietà di panorami che abbiamo, rendendoli facilmente fruibili e accessibili, dà la possibilità di creare una connessione autentica con i luoghi.
Una valle in bicicletta – Check up della “Ciclabilità” in val di Non: è tempo di fare
Le ciclabili, come infrastrutture per residenti e turisti, sono da decenni tema di discussione tra amministrazioni ed utenti delle due ruote anche come potenziale importante volano economico.
In valle di Non in particolare il dibattito appare spesso inconcludente con progetti che cambiano e ripartono da zero con il rinnovo delle amministrazioni locali con rinvii e rimpalli che dilatano all’infinito le soluzioni.
Adesso però è tempo di decidere perché c’è una scadenza, il 2031, anno in cui Trentino ospiterà i Super Mondiali di Ciclismo. Si tratta di un evento iridato a cadenza quadriennale (come le Olimpiadi …) con tutte le principali discipline (strada, pista, mountain bike, gravel, BMX, trial, e-bike, ecc.) in un’unica grande rassegna che tra cinque anni arriverà in Trentino dopo le edizioni di Glasgow 2023 (la prima della serie) e la seconda in programma nel 2027 nell’Alta Savoia, in Francia. Come è successo per tutti i grandi eventi sportivi, il Super Mondiale deve essere lo stimolo a preparare infrastrutture ed impianti in una sfida contro il tempo per arrivare pronti avendo un territorio all’altezza di una ribalta internazionale di tal livello.
Per fare il punto della situazione ed avere un quadro completo dell’esistente, del progettato, del finanziato e delle opere in previsione, abbiamo sentito l’ing. Sergio Deromedis, dirigente del Servizio Mobilità della Provincia di Trento e per dieci anni responsabile dell’ufficio Infrastrutture Ciclopedonali del Trentino.
In questo ruolo ha progettato vari tratti ciclopedonali anche in zone morfologicamente complesse ed è autore del “Manuale delle piste ciclabili e della ciclabilità” edito nel 2019 da Ediciclo Editore.
LA CICLABILITÀ IN ITALIA ED IN TRENTINO
A livello internazionale – ricorda Deromedis – l’Italia era considerata una nazione a bassa ciclabilità, ovvero poco “bike friendly”; tuttavia le cose stanno cambiando ed esistono delle eccellenze come le città di Pesaro e di Bolzano con una quota di mobilità urbana in bicicletta (modal share della bici) dell’ordine del 30% (ovvero circa il 30% delle mobilità quotidiana avviene in bicicletta) o la Provincia Autonoma di Trento che dispone di una rete ciclopedonale extraurbana che si sviluppa per quasi 500 km, in cui nel 2024 sono stati misurati quasi 2.700.000 passaggi con un incremento del 9% rispetto al 2021 e nel 2009 l’indotto del cicloturismo era dell’ordine di oltre 100 milioni di euro all’anno (circa 10 volte il costo annuale di costruzione e gestione).
A CHE PUNTO SONO LE INFRASTRUTTURE CICLABILI IN VAL DI NON?
La prima ciclabile della valle di Non è stato il collegamento tra Cles ed il centro sportivo, lunga circa 1,5 km e risale alla fine degli anni ‘90. è stata una delle prime piste ciclabili locali in Trentino che ha fatto ben sperare, ma che purtroppo non ha trovato seguito negli anni successivi.
Eppure la val di Non presenta una predisposizione molto adatta alla ciclabilità ed al cicloturismo, in quanto è molto ampia orograficamente.
Questo la rende unica nel panorama alpino, e quindi la scoperta in bicicletta richiede parecchie giornate; presenta 2 gruppi montuosi molto attrattivi come il gruppo delle Dolomiti di Brenta e delle Maddalene, una linea ferroviaria che l’attraversa ed un patrimonio culturale, monumentale (castelli, chiese, palazzi) e paesaggistico unici. Inoltre dal 2022, con l’approvazione del Piano Generale della Mobilità Ciclistica, il collegamento ciclabile dalla Valsugana al passo del Tonale attraverso le valli di Non e Sole costituisce un itinerario di interesse nazionale.
Tornando ai fatti, si è dovuto aspettare il 2012 con l’inaugurazione della pista ciclabile dell’Alta val di Non con ben 32 km di anello tra i quasi tutti i centri abitati con 4 nuovi ponti, esteso fino al passo Mendola nel 2017 e 2019 con ulteriori 9 km.
Contemporaneamente nel 2014 fu aperta al pubblico la pista ciclabile da Sabino a Taio lunga circa 7 km, fortemente voluta dal territorio ed in particolare dalle associazioni ciclistiche a seguito del divieto alle bici sulla nuova circonvallazione di Taio della SS43 e lungo la salita del Sabino.
Con le economie recuperate in fase di appalto la pista ciclabile venne prolungata fino a Dermulo con ulteriori 2,5 km realizzati nel 2018.
Progetti e TRATTI SCOLLEGATI, serve la rete
Le stagioni dal 2012 al 2018 sono state pertanto molto produttive per la ciclabilità nonesa con la realizzazione di 4 importanti progetti mettendo a terra circa 50 km di nuove piste ciclabili. A quel punto serviva ricucire, ovvero collegare i tratti esistenti, per tale ragione sempre nel 2018 vennero redatti i primi progetti dei 3 collegamenti strategici mancanti, ovvero: – Cles – Mostizzolo; Dermulo – Cles; e – Dermulo – Alta Val di Non.
Il progetto preliminare venne anche sottoposto il medesimo anno alla Conferenza dei servizi della Provincia, ottenendo pareri sostanzialmente favorevoli. Pertanto nel 2020 tali interventi vennero messi a finanziamento dalla PAT con l’inserimento nel documento programmatico (DOPI) per un importo di 3 milioni di euro.
Stante la complessità degli interventi ed il forte impegno degli uffici tecnici della PAT in altri territori del Trentino, gli stessi vennero delegati dalla PAT alla Comunità della Valle di Non per la realizzazione.
“Lo strumento della delega – sottolinea Deromedis – si è dimostrato molto efficace in numerosi interventi, in quanto permette all’ente più vicino e anche più motivato di eseguire l’intervento”.
Pertanto l’onere e l’onore di realizzare i collegamenti ciclabili Dermulo – Cles, Cles – Mostizzolo e Dermulo – Alta val di Non è in mano all’ente locale di valle ed ai Comuni, che devono crederci!
Cles – Dermulo, il ‘nodo” che blocca la ciclovia nonesa
Oggi la situazione vede l’avvio dei lavori del complesso collegamento ciclabile Cles – Mostizzolo (primavera 2026) grazie all’aggiudicazione dei lavori ad un’impresa Trentina, la ditta fiemmese Misconel.
Meno fortunata è stata la sorte del collegamento Dermulo – Cles, in quanto l’allora nuova amministrazione comunale di Ville d’Anaunia del 2020 aveva bloccato il progetto del 2018 che prevedeva un nuovo tracciato ciclabile lungo la ferrovia Trento – Malè – Mezzana nel tratto tra Tassullo e Cles.
Tale scelta tecnica era finalizzata ad ottenere delle pendenze ottimali, uno dei parametri fondamentali per le ciclovie, ridurre le distanze e gli impatti sulle attività agricole, oltre che creare una nuova “strada” lungo la ferrovia utile in caso di emergenza. Infatti da successive analisi a punti delle ricadute dei tracciati nel frattempo studiati, quello lungo la ferrovia è risultato il tracciato migliore in termini di qualità, costi e tempi.
Nonostante ciò oggi la priorità ciclabile in assoluto è la realizzazione del collegamento da Dermulo a Tassullo con un tracciato alternativo alla SS43 che in quel tratto risulta estremamente pericoloso per i ciclisti a causa della strada molto stretta, della presenza di curve cieche e tratti in pendenza. A questo proposito è prevista la realizzazione di un nuovo ponte sulla forra di Santa Giustina con un primo lotto di lavori. Per il collegamento Tassullo – Cles, in alternativa al tracciato ferroviario, è stata redatto un PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica, l’ex progetto definitivo) che dalla stazione di Tassullo sale a Castel Valer, lungo viabilità esistente, passando a valle di Pavillo recuperando un camminamento esistente, per poi salire a Tuenno su viabilità esistente e raggiungere Cles utilizzando l’attuale ciclabile.
Tratto Dermulo – Alta val di Non un preliminare e qualche fantasia…
Il collegamento Dermulo – Alta Val di Non è al momento fermo al progetto preliminare del 2018, di fatto c’è solo un piccolo tratto dalla SS43 Dir, poco oltre il bivio per Coredo, e la zona Plaze in riva al lago di Santa Giustina.
Per collegare l’anello esistente in Alta Valle di Non all’asse delle ciclovie provinciali nel corso degli ultimi anni sono stati sondati numerosi altri tracciati, anche molto suggestivi come ponti sospesi sulla forra di San Romedio (se ne era parlato nel 2020 in occasione della campagna elettorale nei comuni dirimpettai di Romeno e Predaia, NdR) ed un ventaglio di opportunità molto ampio.
Creare un’economia locale diversificata può costituire una soluzione importante ed alternativa per mantenere il benessere dei cittadini.
La bicicletta costituisce una forma di mobilità e di turismo pacifica, silenziosa, pulita e con forti ricadute economiche locali. Speriamo che questo messaggio venga raccolto e sia da stimolo per far ripartire quei progetti fermi da troppo tempo.
Tratto Sabino – Rotaliana (Mezzocorona)
– Da Sabino a Rocchetta c’è un progetto preliminare di una nuova pista ciclabile, che richiede finanziamenti importanti e c’è già uno studio ed un primo finanziamento di miglioramento della sicurezza stradale lungo la ex SS43.
– Tra Rotaliana (Pont de la Fusina, tra Mezzocorona e Mezzolombardo) e la Rocchetta è nella programmazione degli interventi della PAT.
Anche questo è complesso soprattutto nel tratto della Rocchetta che costituisce una stretta gola dove passano 2 strade + 1 ferrovia + 1 parcheggio + 1 edificio con rischio crolli, ma è tecnicamente risolvibile. In ogni caso il collegamento ciclabile Rotaliana – Sabino oggi è pedalabile con discreta sicurezza transitando lungo la vecchia Statale.
Conclusioni e priorità
Da questo check up viene fuori che il collegamento ciclabile tra la Rotaliana (e quindi l’asse ciclabile provinciale della Val d’Adige) e la val di Sole e l’alta val di Non o è esistente o è ipotizzato ed in parte finanziato.
Per completare i tratti necessari a garantire un primo funzionamento Rotaliana – Val di Sole in vista dei Mondiali di Ciclismo 2031 in Trentino servono due cose:
1) realizzazione dei progetti finanziati in tempi brevi;
2) avviare da parte dei Comuni delle misure ed attività che favoriscano l’uso della mobilità ciclabile locale e stimolare le aziende private ad incentivarne l’utilizzo.
Quanto alle priorità i tratti più pericolosi per i ciclisti che percorrono la valle di Non sono tra Cles e Mostizzolo e tra Dermulo e Tassullo.
Per la Cles – Mostizzolo i lavori sono già appaltati mentre tra Dermulo e Tassullo è tutto da decidere. Le soluzioni di fattibilità sono relativamente semplici usando viabilità secondaria esistente tra Dermulo e la diga di Santa Giustina. Si eviterebbe così ai ciclisti di percorrere un pericolosissimo pezzo di Statale. Occorre poi pensare al ponte sulla forra e un tracciato per arrivare alla stazione di Tassullo in sicurezza.


