La storia incredibile di Franz e Flecki

La storia incredibile di Franz e Flecki

L’affetto e la riconoscenza di un camoscio femmina

Iginio Fellin, va spesso in montagna per scattare foto e fare camminate; da quando è in pensione, la montagna gli da quel senso di libertà, di cui l’uomo ha sete da sempre. È come un richiamo ancestrale che lo spinge a immergersi nella natura più pura, per respirarne i ritmi, la luce, le vibrazioni più recondite. Era il 17 giugno del 2007 e, mentre era nella busa di Cloz, sotto la cima Belmonte sulle montagne Maddalene, osservando un gregge di capre, nota qualcosa di insolito. Lo colpisce in particolare una “capra” che sembra un camoscio, mescolato assieme al resto degli animali. Scatta qualche foto e poi torna a casa la sera con quel ricordo che lo ha lasciato incuriosito e colpito nello stesso tempo. Passano gli anni e nella mente di Iginio c’è sempre quella immagine che ha immortalato, li sulla montagna; è così che, anni dopo, a gennaio del 2014, parlando con un conoscente di Proves, viene a sapere che si, in Val d’Ultimo, c’è un maso in cui una camoscia vive, ma non sa dirgli di più. Dopo un tentativo fallito la domenica prima, Iginio torna a cercare e al Maso Raffain, finalmente trova Franz Kaserer incredibilmente in compagnia della camoscia al quale fa vedere le foto scattate anni prima: fra i due e le rispettive famiglie, nasce una amicizia che dura ancora oggi e questa che Iginio ci racconta, è la storia di Franz e la “sua Flecki”…

… È maggio del 1999 e in quel periodo Franz Kaserer gestisce una piccola malga sulle Maddalene nel versante che dà sulla Val d’Ultimo; quel giorno, è in altura con il proprio gregge che pascola tranquillo la prima erba della stagione che tarda sempre ad aprirsi. Sta accucciato sul crinale che guarda giù verso la Val di non, mentre un’arietta ancora tagliente (siamo a 2200 e oltre mt. di altitudine) gli accarezza la faccia. È sera e il sole ormai se ne sta andando per cui, ad un certo punto si alza, torna indietro superando il crinale che scende dalla parte opposta verso la Val d’Ultimo mandando il gregge giù, davanti a lui. Non so come ma gli giunge all’orecchio un lamento che non sa decifrare. Si ferma, ascolta bene … sembra provenire da dietro un grande sasso, incastonato nel ripidissimo pendio a nord. Conosce quei crinali a memoria il Franz e il suo passo è sicuro e preciso fra le rocce insidiose. Va nella direzione da cui proviene il lamento e, lo stupore è grande nel vedere un piccolo di camoscio (si scoprirà poi essere una femmina) incastrato fa due rocce che, quasi più senza energie, si lamenta debolmente. Ha le mani forti il lui, è abituato a sfalciare, spaccare la legna, rastrellare i prati con pendenze impossibili lavorare la terra insomma e quelle stesse mani, così forti e sicure, diventano gentili e protettive, alla vista di una piccola bestiola indifesa. Non ci pensa due volte; la libera dalla presa di roccia in cui giaceva e se la carica in spalla. La porta giù direttamente al maso dove, messa a giacere nel fienile la bestiola, a cui nel frattempo viene dato il nome di “Flecki”, viene avvicinata ad una capra che non ha cuccioli e la allatta come fosse sua figlia. Cresce bene Flecki e per ora, si lascia avvicinare solo dal suo salvatore Franz che ne è orgoglioso e intenerito. Passa l’estate pascolando e saltando felice nei pascoli che circondano il Maso Raffain sotto lo sguardo felice di Franz e di tutta la sua famiglia. In particolare si affeziona poi molto al cugino Florian che abita in una piccola casetta vicina.

Passa il tempo e arriva l’età adulta per cui Flecki, come tutti gli animali, non può resistere al richiamo della stagione degli amori. E così che un tardo autunno, scompare dal Maso. Lascia un vuoto nella famiglia Kaserer, che la ricorda con tenerezza per i bei momenti passati assieme e tutti sono ormai rasseganti a non rivederla più sapendola comunque felice nella sua natura lassù dove era stata trovata.

Ha un corno rotto Flecki, per cui è facilmente riconoscibile e Franz, è felice di venire a sapere che è stata vista sui crinali in altura, assieme ai suoi camosci. La piccola Flecki però, ha una sorpresa da portare al suo salvatore e per questo, il 18 luglio dell’anno successivo si presenta al maso con il suo bel cucciolo! La felicità, nel rivederla è tanta e commuove vedere le due bestiole spuntare dai margini del bosco e rimanere poi tutta l’estate nei pressi del maso con il cucciolo che cresce sano e forte. Ebbene Flecki, rimane fedele al suo appuntamento stagionale per 18 anni! Tutte le estati, puntuale, il 18 o 19

luglio, appare sempre con un cucciolo fino all’età di 15 anni dove perde evidentemente la fertilità, per cui viene poi da sola ma sempre, puntuale per passare mesi in compagnia della sua famiglia umana. Sono estati felici e spensierate, e inverni passati in attesa della comparsa puntuale di Flecki, che non tradisce mai le aspettative. A settembre del 2018, Flecki, ormai vecchia (la vita media di un camoscio e ben al di sotto dei 20 anni) non sta bene; Franz le sta vicino, cerca di darle tutte le cure e l’affetto che può ma lei respira a fatica. Il suo ultimo respiro, lo emette nel fienile del maso Raffain che la ha accolta da cucciola. È il 27 settembre del 2018, il giorno del compleanno di Franz Kaserer; la piccola Flecki non si è tirata indietro neanche in questa occasione…. ha voluto regalare la sua vita ormai giunta alla fine, al suo salvatore che tanto bene le ha voluto e tanto bene l’ha trattata. Quale giorno più indicato per un dono così speciale!

Grazie piccola Flecki!

Maurizio Paternoster