Cantina Donati, la storia siamo noi
L’azienda vitivinicola di Mezzocorona festeggia il traguardo dei 160 anni con due importanti riconoscimenti: i “Tre Bicchieri” del Gambero Rosso e i “Cinque Grappoli” di Bibenda assegnati dalla Fondazione Italiana Sommelier al Teroldego “Sangue di Drago”.
Sei generazioni: dal patriarca Luigi ad Elisabetta. Una storia lunga 160 anni. In questo arco di tempo è racchiusa la storia della famiglia Donati di Mezzocorona, viticoltori di nobile blasone, nonchè benemeriti della viticoltura italiana premiati quest’anno a Vinitaly, in occasione del salone internazionale del vino, con il prestigioso riconoscimento “Angelo Betti Gran Medaglia di Cangrande”.

Queste le motivazioni: “Marco Donati, la moglie Emanuela e la figlia Elisabetta hanno fatto della loro azienda una scelta di vita, dedicandosi con impegno e forte passione, nel rispetto della loro terra e dei preziosi prodotti che essa offre, con un occhio di riguardo all’innovazione, ma senza mai trascurare la tradizione e l’amore che li lega al Trentino”.
Quelle vecchie viti di Teroldego che circondano Palazzo Spaur
Oltre 160 vendemmie legano questa azienda al mondo del vino. «Centosessant’anni fa – racconta Elisabetta Donati – il quadrisavolo Luigi iniziò una storia che prosegue ancora oggi con me, mio padre Marco e mia madre Emanuela. Io rappresento la sesta generazione, l’evoluzione che continua la storia: il presente e il futuro. Insieme perseguiamo l’obiettivo di produrre vini che sappiano interpretare nella maniera più genuina il territorio e al tempo stesso emozionare i wine lover. La qualità è sempre stata il nostro criterio di riferimento».
L’Azienda vitivinicola Marco Donati, una delle più antiche del Trentino, si affaccia tra i vigneti della zona classica del Teroldego e vanta una lunga tradizione, da quando nel 1863 Luigi Donati acquistò, assieme al quattrocentesco Palazzo dei Conti Spaur, i pregiati vigneti che si estendono nel soleggiato maso ai piedi dei castelli di Mezzocorona.
Qui, nello storico vigneto con viti centenarie sono stati selezionati i ceppi migliori di Teroldego, prezioso esempio di biodiversità e punto di riferimento della tradizione enologica trentina.
Il leggendario Teroldego “Sangue di Drago”
Nel corso degli anni l’azienda, sempre impegnata nella valorizzazione di un patrimonio viticolo di qualità, attraverso con un rigoroso lavoro di «zonazione» ha ampliato il proprio raggio d’azione valorizzando altre tipologie d’uva nelle zone più vocate del Trentino. Un progetto che ha consentito all’azienda di Mezzocorona di proporre una straordinaria gamma di vini, ricchi di personalità e tipicità.
Un vitigno al quale la famiglia Donati è storicamente legata è il Teroldego, vitigno autoctono con il quale si produce il leggendario «Teroldego Sangue di Drago». Per questo cru, vengono selezionate le uve migliori, di vigne vecchie di 100 anni, messe a dimora dal bisnonno Marco. Nei giorni scorsi proprio il “Sangue di Drago” è stato premiato con un duplice prestigioso riconoscimento: i “Tre Bicchieri” del Gambero Rosso e i “Cinque Grappoli” di Bibenda (Fondazione Italiana Sommelier), entrambi simbolo di eccellenza assoluta.
I conti del Tirolo e quei vini serviti nelle mense più raffinate
Un aneddoto interessante racconta che ancor prima dei Conti Spaur, il maso era stato di pertinenza del coppiere dei Conti del Tirolo. Ai tempi il coppiere di corte rivestiva un ruolo di notevole importanza, paragonabile ad un ministro e questo sta ad indicare come già allora questi vigneti fossero ritenuti di gran pregio ed i vini che derivavano da questi vigneti fossero privilegio delle mense più raffinate.
Oltre centosessanta vendemmie – dicevamo – legano questa azienda al Trentino e al mondo del vino. La preziosa collezione di bottiglie è custodita nelle cantine sotterranee.
Nel «sancta sanctorum» sono conservate gelosamente anche due bottiglie del 1863 ed alcuni pezzi rari che testimoniano la cultura del vino.
Il Pinot Nero Riserva di Castel Madruzzo in Valle dei Laghi
Le ultime novità dell’azienda Donati sono uno spumante metodo classico e un Pinot Nero Riserva.
Il Pinot Nero Riserva nasce sulle colline di Castel Madruzzo in Valle dei Laghi ed è prodotto con una selezione delle migliori uve di un clone francese con grappolo spargolo e una bassissima resa per ettaro. Affinato per oltre un anno in barrique regala ai wine lover che amano il Pinot Nero un piacevole bouquet, particolarmente marcato di ciliegia selvatica e ribes nero. In bocca è sapido, morbido, equilibrato ed elegante con una “nuance” piacevolmente aromatica. Si abbina con le carni bianche e rosse, si esalta particolarmente con il bollito misto, ma non disdegna anche piatti importanti di pesce.
Lo spumante di Oltrecastello prodotto con le uve Johanniter
La seconda etichetta è uno spumante metodo classico che rientra nel progetto aziendale a difesa della sostenibilità ambientale. «Oltre Vitis» – questo il nome – è prodotto con le uve di un vitigno resistente alle malattie fungine, lo Johanniter, un vitigno ibrido a bacca bianca che resiste alle malattie della vite e quindi per coltivarlo si riducono al minimo i trattamenti nel rispetto del vigneto e dell’ambiente, contribuendo così allo sviluppo di una viticoltura sostenibile.
Nasce sulle colline di Oltrecastello a Povo, zona ad alta vocazione spumantistica. L’altitudine e la posizione orografica dei vigneti permette una invidiabile escursione termica tra il giorno e la notte, che contribuisce a conferire freschezza e fragranza a queste bollicine.
Colore giallo paglierino, perlage persistente con bollicine sottilissime, regala un bouquet di profumi delicati (fiori di biancospino, mela verde) con una piacevole nota agrumata. In bocca è fresco, sapido, equilibrato e con una buona struttura. Ottimo come aperitivo, a tavola si sposa con i piatti di pesce, con le carni bianche, i formaggi ed è piacevole anche a tutto pasto.
In alto i calici. Prosit!


