CHIESA DI S. BARTOLOMEO A PEIO
Nell’agosto 2026 a Pegaia in Val di Peio, vicino a Cogolo, sulla strada che porta in Val de La Mare si è svolta una cerimonia in occasione dell’inaugurazione del restauro degli affreschi esterni della chiesa di S. Bartolomeo che erano ormi quasi illeggibili. Si trattava di un grande S. Cristoforo, una Madonna in Maestà e di un S. Agostino in cattedra.

La chiesetta è molto antica, documentata a partire dal 1281 ed è chiamata anche comunemente chiesa di Pegaia dal nome di un antico villaggio che sorgeva in questo luogo. La tradizione narra che questo piccolo centro scomparve poco prima del 1431, forse a causa di una valanga o di una frana. Solo la cappella fu risparmiata da questa calamità.
La chiesa fu completamente ristrutturata e riconsacrate il 22 agosto 1512, dedicata a S. Bartolomeo, Paolo e Tommaso. La parte esterna, nella zona absidale che appare rettilinea, fu affrescata nel 1513 da Cristoforo II° Baschenis (1472-1520).
Pittore itinerante facente parte della famosa dinastia proveniente dalla valle di Averaria nella bergamasca ma nato e cresciuto in Trentino. La produzione di questo maestro, figlio di Simone I° ha lasciato molte testimonianze soprattutto in Val Rendena e nel Bleggio. In Val di Sole, quella di Pegaia è l’unica sua opera conosciuta, particolarmente interessante il gigantesco S. Cristoforo ben visibile dalla via anche da lontano. Cristoforo Baschenis ha portato in Val di Sole, per primo, un tipo di decorazione di derivazione rinascimentale detta a “candelabra” nella cornice del suo S. Cristoforo. Motivo decorativo verticale molto elaborato e ricco composto da elementi vegetali, zoomorfi o architettonici stilizzati. Elemento tipico delle “grottesche” di origine romana. Questo santo, tradizionalmente protettore dei viandanti, era molto venerato tra coloro che, nei secoli passati, percorrevano a piedi le strade. Molte chiese e campanili nelle valli trentine appaiono ornate da queste gigantesche figure. La “Leggenda Aurea” di Iacopo da Varagine ci narra la storia di questo personaggio. Uomo gigantesco di statura e di grande forza, chiamato Reprobus, desiderava mettersi al servizio del signore più potente sulla terra. Prima tentò con un re che però dimostrò di temere il diavolo. Cercò così il diavolo, anche questi però tremava davanti alla Croce, lasciò anche il diavolo e cercò Gesù Cristo. Si rivolse ad un eremita per un consiglio ma la preghiera e la meditazione non erano per lui uomo fisicamente molto forte. Si trasferì per questo presso un fiume profondo e tumultuoso, si mise al servizio dei viandanti che dovevano guadarlo. Si sentì così felice, la sua forza poteva essere utile. Un giorno incontrò un bambino che doveva essere trasportato. Il gigante caricò il bambino sulle spalle ed iniziò l’attraversata. Ad ogni passo il piccolo diventava sempre più pesante. Arrivato con grande fatica sull’altra riva cercò di capire chi fosse questo insolito passeggero. In risposta il piccolo gli disse: “Sono Gesù, porto su di me tutti i peccati del mondo, ecco perché sono così pesante”. Il giorno seguente, come prova di ciò, Cristoforo, portatore di Cristo, trovò il suo bastone che era da tempo secco, trasformato in una bella palma carica di datteri, questa palma accompagna sempre le immagini del santo. Dopo l’evento miracoloso Cristoforo iniziò a predicare la fede cristiana. Secondo la leggenda fu martirizzato in Licia, attuale Turchia, durante le persecuzioni dell’imperatore Decio.

La popolazione della Val di Peio, nel 2002, in occasione dell’undicesima edizione della manifestazione organizzata dal FAI, Fondo per L’Ambiente Italiano, denominata “I luoghi del Cuore”, guidata dall’ associazione culturale locale Fil de Fer, aveva avviato una operazione di promozione di questa chiesetta per poter ottenere il finanziamento necessario per il restauro. Moltissimi parteciparono all’iniziativa votando per la chiesa di S. Bartolomeo. Questa architettura ricevette ben 4521 voti. Risultò la più votata nelle due province Trentino e Alto Adige. La Parrocchia da cui dipende, ha potuto così partecipare al bando del FAI e accedere al contributo offerto dallo stesso FAI e dalla banca Intesa Sanpaolo che ammontava a diecimila euro. Il costo totale del restauro è stato di quindicimiladuecento euro. L’intervento del Comune di Peio, Asuc di Cogolo, Peio Funivie, APT val di Sole ha permesso di coprire interamente la spesa.
Luciana de Pretis Presidente regionale del FAI Trentino, nel suo intervento, in occasione della cerimonia inaugurale, ha sottolineato come i “Luoghi del Cuore” sono un programma unico in Italia, fiore all’occhiello del FAI perché riesce ad unire la forza della memoria a quella della bellezza. La bellezza non è fatta solo di grandi monumenti ma anche di luoghi nascosti ma impressi nell’anima di chi li frequenta.
La restauratrice Lucia Giovannini ha sottolineato l’importanza della raffigurazione del santo e ha richiamato l’attenzione in particolare sul fregio che ne delimita il riquadro, come detto, a “candelabra” fra le prime testimonianza della pittura rinascimentale in Val di Sole.

